Gruppo azione costiera, carabinieri in Comune: acquisiti tutti atti

 
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Gela. Gli atti relativi alle procedure d’approvazione del gruppo d’azione costiera sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati della procura e dei carabinieri del reparto territoriale.

I militari, infatti, hanno acquisito tutti i documenti del procedimento avviato dai funzionari comunali. Gli atti erano depositati tra gli uffici di Palazzo di Città. Le carte e le memorie informatiche sono finite nelle mani dei carabinieri che hanno provveduto a duplicarle. La visita degli inquirenti è stata successiva, solo di qualche giorno, alla seduta di consiglio comunale che ha permesso, dopo tante polemiche e attacchi politici incrociati, di dare il via libera al progetto, almeno sulla carta, in grado di assicurare fondi per circa due milioni di euro.
Denaro destinato allo sviluppo sostenibile della marineria locale e del suo possibile indotto. Per alcune ore, i carabinieri si sono mossi tra gli uffici comunali alla ricerca di tutta la documentazione.
Alla fine, gli atti sono stati acquisiti dai militari che, adesso, li dovrebbero sottoporre ai magistrati della procura. La visita dei carabinieri a Palazzo di Città, in ogni caso, sarebbe legata agli esposti presentati dai componenti delle associazioni che, prima della presentazione ufficiale del progetto alla regione, hanno abbandonato l’intero iter nonostante fossero stati i principali promotori del gruppo d’azione.
Una rottura generata dai dubbi sorti proprio sulla regolarità delle procedure adottate per rispettare le scadenze imposte dai funzionari regionali.
“Adesso – dice il presidente di Legambiente Virginia Farruggia – aspettiamo l’esito dell’inchiesta. Di certo, quando decidemmo di non partecipare al gac, avevamo già capito che qualcosa non era girata per il verso giusto”.
L’ente guidato dal sindaco Angelo Fasulo aderisce al progetto, in qualità di capofila, insieme ai comuni di Lampedusa, Butera e Licata. La scorsa settimana, l’aula consiliare si è trasformata in teatro di scontro quando, fra le altre cose, è emersa la questione del ruolo assunto nel consorzio che dovrà gestire tutte le fasi del gac dal direttore generale dell’ente Renato Mauro.

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