Il fallimento del Conapro fu pilotato? 18 ex soci finiscono nei guai

 
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Gela. Il fallimento del Conapro finisce nelle aule giudiziarie. Il consorzio che gestiva appalti all’interno del petrolchimico si è trovato al centro di inchieste giudiziarie anche pesanti. L’ultima però riguarda il fallimento pilotato, ovvero la bancarotta fraudolenta e sottrazione di beni creata per fare sparire ogni traccia contabile delle attività amministrative.

Davanti al gip del tribunale Lirio Conti sono comparsi 18 imputati. Sono tutti ex amministratori, persino l’allora presidente del Cns di Roma, e tutti i soci che avevano un ruolo amministrativo all’interno del Conapro. Un giro di false fatturazioni – secondo la procura, avrebbe consentito ai vertici del Consorzio di poter fare sparire mezzi e utili che invece potevano finire sotto la gestione dell’amministrazione controllata. Nell’udienza di ieri è stato ribadito l’incarico ad un consulente grafico. Il perito dovrà stabilire se la firma su alcuni atti amministrativi sia contraffatta ed opera di Fabio Fasulo, l’imprenditore che nella vicenda è coinvolto come consulente esterno al Conapro. Il confronto è stato rinviato a fine novembre per consentire al perito di poter mettere uno davanti all’altro proprio Fasulo e il ragionier Cappello del Conapro. Il saggio grafico si rende necessario per stabilire le eventuali responsabilità degli imputati.

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