Il pane sfornato in un garage tra blatte e muffa, a processo il proprietario scoperto dagli investigatori

 
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Gela. Quando gli ispettori e le forze dell’ordine entrarono nel garage, Salvatore R. dichiarò che i cinquanta chili di pane in preparazione servivano solo alla sua famiglia.

Il garage scoperto dagli investigatori. Per gli inquirenti e per i magistrati della procura, però, quel garage scoperto tra le vie di Cantina Sociale sarebbe servito alla panificazione abusiva. Adesso, l’uomo è finito a processo davanti al giudice Antonio Fiorenza. In aula, sono stati sentiti tre operatori intervenuti durante i controlli. “L’attività di panificazione veniva svolta all’interno del garage – ha detto uno di loro – nonostante la totale inadeguatezza della struttura. C’era un gatto ma abbiamo riscontrato la presenza anche di blatte e muffa”. Nel corso degli accertamenti, vennero individuate notevoli quantità di ingredienti destinati a prodotti da forno. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Concetta Di Stefano, ha invece escluso che quel garage venisse utilizzato per la panificazione abusiva. Non a caso, ha fatto riferimento proprio al consumo personale dell’imputato e dei suoi familiari. Gli inquirenti, invece, scoprirono una serie di improvvisate mensole che sarebbero servite all’esposizione dei prodotti per la vendita.

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