In città è un trionfo per il fronte del no, arrivano oltre 20 mila voti: al si’ poco meno di 8 mila

 
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Gela. Oltre il 47% degli aventi diritto al voto in città si è recato alle urne (alla fine è stato esattamente il 47,3%).

Tutti i numeri. L’esito definitivo giunto dalle settantuno sezioni scrutinate è piuttosto eloquente. Il no ha ottenuto un riscontro del 72,1%, a fronte di un si’ fermo al 27,9%. Insomma, non ci sono stati particolari dubbi. Alla fine, a votare no sono stati, in totale, 20.266 elettori. Per il si’, invece, si sono espressi in 7.857. In città, la bocciatura della riforma costituzionale e dello stesso governo Renzi è stata netta, nonostante da mesi il Partito Democratico locale, con in testa il segretario Peppe Di Cristina, non abbia lesinato eventi e campagne informative in diversi quartieri, con il finale affidato a Piero Fassino. Di certo, il fardello di sostenere un premier come Matteo Renzi, ritenuto tra gli artefici del fermo industriale in città, ha sicuramente pesato sul risultato, decisamente al di sotto di ogni aspettativa, portato a casa dai democratici. A sostegno del no, invece, soprattutto negli ultimi mesi, si è materializzato un fronte piuttosto vario, dai grillini del Movimento cinque stelle al gruppo di centro destra. Di certo, a pagarne maggiormente le conseguenze politiche, davanti ad un “bottino” fatto di poco meno di ottomila voti, saranno comunque i democratici.

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