Indotto Eni, la crisi colpisce ancora: cassa integrazione per 15 operai di una coop

 
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Gela. La crisi dell’indotto della fabbrica Eni non sembra trovare soluzione. Tra qualche ora, i segretari provinciali dei metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm incontreranno in prefettura a Caltanissetta i vertici di Elettroclima snc e Smim.

Cassa integrazione per un’altra cooperativa. In bilico, c’è ancora la copertura bancaria della cassa integrazione. Intanto, proprio la cassa integrazione sembra già pronta per quindici operai della cooperativa Sclas. Si tratta di lavoratori che, da anni, si occupano di vari servizi all’interno della fabbrica. I sindacati appaiono intenzionati a dire sì all’avvio di una seconda tranche di cassa integrazione ordinaria per i quindici operai. Con la riduzione delle commesse in fabbrica, la mole di lavoro si è inevitabilmente ridotta. Proprio i segretari provinciali Orazio Gauci, Angelo Sardella e Nicola Calabrese continuano a chiedere maggiore chiarezza intorno al paventato assorbimento di manodopera da parte di Sicilsaldo e Ergo Meccanica, aziende titolari dei contratti quadro di manutenzione in raffineria. L’iter appare sempre più difficile da completare nonostante le iniziali rassicurazioni giunte dai titolari delle due aziende.

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