L’indagine antidroga “Samarcanda”, Brancato e Di Stefano lasciano il carcere: vanno ai domiciliari

 
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Gela. Per gli investigatori, sarebbero loro le menti di un presunto

giro di droga, scoperto dai magistrati della procura e dai poliziotti del commissariato.

L’inchiesta “Samarcanda”. Il trentaquattrenne Emanuele Brancato e il quarantaseienne Emanuele Di Stefano, dopo oltre un anno di detenzione, lasciano il carcere. I giudici del tribunale del riesame hanno accolto le richieste di modifica della misura cautelare, formulate dai difensori di fiducia, gli avvocati Giacomo Ventura e Davide Limoncello. Sono stati disposti gli arresti domiciliari. Brancato e Di Stefano vennero coinvolti nell’inchiesta “Samarcanda”. In base all’esito dell’indagine, la droga sarebbe stata acquistata anche fuori dalla Sicilia, per poi rimpiazzarla in città. Attualmente, entrambi devono rispondere alle accuse davanti ai giudici. Emanuele Brancato, difeso dall’avvocato Giacomo Ventura, ha optato per il rito abbreviato. Emanuele Di Stefano, rappresentato dal legale Davide Limoncello, è invece stato rinviato a giudizio, non avendo scelto riti alternativi, insieme ad altri sette presunti complici. Da mesi, le difese chiedevano misure alternative al carcere. Adesso, è arrivato il verdetto favorevole dei giudici del riesame.

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