La strage di Capaci, Giudice: “Questione morale ancora aperta, ricordare è un dovere”

 
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Il sindacalista Ignazio Giudice alla manifestazione di Palermo

Palermo. “Ognuno di noi, nel proprio piccolo, deve sempre fare una scelta, opponendosi alle grandi clientele, così come alle piccole. La questione morale ancora oggi è aperta e le contraddizioni sono tante”. Questa mattina, al Foro Italico, a Palermo, il sindacalista Ignazio Giudice, che fa parte della segreteria regionale della Cgil, ha partecipato alla manifestazione in programma per commemorare le vittime dell’attentato di Capaci, di trent’anni fa. “Abbiamo voluto ricordare il giudice Giovanni Falcone e tutti quegli essere umani straordinari che collaboravano con lui e hanno trovato la morte per mano mafiosa – ha detto Giudice – abbiamo il dovere morale di ricordare e testimoniare”.

Per Giudice, il metodo Falcone, già all’epoca, stava per mettere in ginocchio le grandi organizzazioni di mafia. “Togliere il denaro ai mafiosi fu un’intuizione fondamentale”, ha aggiunto. La Cgil, con i vertici siciliani, ha preso parte attivamente al ricordo delle vittime della strage di Capaci e di chi è caduto a causa della barbarie mafiosa.

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