Le proteste contro la celebrazione dello sbarco alleato, condannato un giovane insegnante

 
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Gela. Due mesi di reclusione, con pena sospesa. E’ stato condannato un giovane insegnante, attivista No Muos, finito a processo davanti al giudice Marica Marino. La contromanifestazione. I fatti risalgono al luglio di tre anni fa, quando il movimento No Muos fu al centro di una contromanifestazione organizzata in città per opporsi alla commemorazione dello sbarco alleato sulle coste locali. Il giovane insegnante era accusato di oltraggio a pubblico ufficiale. Durante il sit in d’opposizione alla manifestazione ufficiale, stando alle accuse, avrebbe intonato, insieme a decine di altri attivisti, cori offensivi rivolti alle forze dell’ordine che presidiavano la zona della capitaneria di porto, sul lungomare Federico II di Svevia. L’imputato ha ammesso di aver utilizzato un megafono, intonando cori contro le forze dell’ordine. “Lo abbiamo fatto – ha spiegato davanti al giudice – perché era nostra intenzione far passare un messaggio di assoluta opposizione al contesto militare che veniva celebrato in quell’occasione. In ogni caso, non avevo intenzione di offendere singole persone”. La linea difensiva, sostenuta in aula dall’avvocato Luigi Cinquerrui, però, non ha convinto il giudice che ha accolto in pieno la richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero Sonia Tramontana. Il giudice, inoltre, ha disposto la non menzione della condanna.

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