Niente lavoro il 15 agosto, Filcams: “Liberalizzazioni a danno dei lavoratori”

 
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Il sindacalista Filcams Nuccio Corallo

Gela. Ridare la giusta misura al tempo e al valore del lavoro. Anche quest’anno, la segreteria provinciale della Filcams-Cgil sostiene lo stop del lavoro nella giornata di ferragosto, soprattutto nelle attività della grande distribuzione. “Le liberalizzazioni, secondo la Filcams-Cgil, sono sbagliate in quanto non aiutano la crescita economica, creano dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività, svuotano i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo, sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari ben poco conciliabili con il riposo. Senza contare che molte sentenze hanno sancito che il lavoro nelle festività civili e religiose non è un obbligo per il dipendente. Dunque – dice il segretario provinciale Filcams Nuccio Corallo – non resta che lo sciopero, all’insegna dello slogan a Ferragosto carrello mio non ti conosco. Bisogna necessariamente pensare ad un consumo più sostenibile e responsabile, per il bene di tutti. Ci sono poche regole ferree da seguire a Ferragosto e sono tutte piacevoli e salutari: rilassarsi, divertirsi e stare alla larga da qualsiasi forma di shopping. Permettiamo a tutte le lavoratrici e i lavoratori di mollare gli ormeggi il 15 agosto, di passare una giornata con la famiglia e con gli amici e, se è quello che desiderano, di non fare proprio niente. Lasciamo la libertà di scegliere, regolamentiamo le aperture festive e domenicali. Per questi motivi, è stato proclamato lo sciopero regionale per il 15 agosto”.

Corallo sottolinea che “viste le norme contrattuali vigenti in materia, le quali esplicitamente demandano al libero arbitrio di ogni lavoratrice e di ogni lavoratore del settore del commercio, la volontà di prestare la propria opera lavorativa nelle giornate festive. Viste le molteplici sentenze della Cassazione, nelle quali viene rafforzato il principio di libertà di adesione alla richiesta di prestazioni lavorative nelle giornate festive. Siamo fermamente convinti che la liberalizzazione, introdotta nel 2012, non ha prodotto un incisivo aumento dei consumi ma in realtà ha solo distribuito i fatturati su sette giorni anziché su sei, contribuendo in tal modo a peggiorare le condizioni lavorative degli addetti del settore ed incrementando unicamente instabilità e precarietà nel settore dell’occupazione”.

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