Nomi per dividere, tatticismi sfrenati e il candidato che non c’è: intesa centrodestra non decolla

 
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Consiglieri di centrodestra in aula

Gela. Il centrodestra è in cerca di sé stesso e del nome che dovrebbe fare da traino a tutta la coalizione, sempre che possano essercene le condizioni. Come riferito ieri, il modello Caltanissetta con il ticket Forza Italia-Fratelli d’Italia non pare avere le basi per essere replicato in città. Gli alleati non stanno a guardare e senza un potenziale candidato che possa compattare, ognuno si sente di avere le carte giuste. La ridda di nomi, mai passati da un tavolo ufficiale, genera disgregazione e difficilmente potrà essere avallata senza un accordo generale. Sono voci che vanno avanti da tempo. Gli esponenti di FdI dovrebbero essere alla guida dell’alleanza ma non c’è un nome già deciso da proporre agli alleati. Mancano soluzioni univoche. Anche tra i papabili che vanno per la maggiore, i consiglieri comunali FdI e il dirigente cittadino Tommaso Vespo, non pare ci siano particolari testacoda. Da Palermo guardano con attenzione le mosse della dirigenza cittadina. I contatti sono costanti. Senza uno scatto deciso, FdI rischia di cedere il passo o addirittura perdere risorse essenziale nella fase elettorale.

Non a caso, il vertice odierno dei partiti d’area dovrebbe saltare. Serve tempo per preparare le condizioni giuste e arrivare ad una condivisione sul nome del candidato e sulla potenziale squadra. I meloniani, gli azzurri, i leghisti, la Dc e Noi Moderati non possono fare a meno degli autonomisti (ancora nella giunta Greco vista come superata dal resto della potenziale alleanza) né delle liste espressione dell’ex parlamentare Ars Pino Federico. La strategia di lanciare ipotesi di candidature può puntare a rompere le righe e un centrodestra diviso rischia di fare la fine della coalizione sarda battuta sul fotofinish dai progressisti.

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