Polo “Ciliegino” mai realizzato, Airone passa al pignoramento: l’ufficiale giudiziario da Agroverde

 
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Gela. Sono passati ormai cinque anni dalla “faraonica” posa della prima (e per ora ultima) pietra dei cantieri del maxi polo fotovoltaico Agroverde, allora ribattezzato “Ciliegino”. Cinque anni costellati da trattative, più o meno attendibili, società che in breve si sono eclissate, polizze, fideiussioni e tanti debiti accumulati sia dalla cooperativa Agroverde sia dal Comune. Gli espropri pesano e peseranno anche per il futuro sui conti del municipio. Gli ex proprietari, fino ad ora, hanno visto ben poco di quello che gli sarebbe dovuto spettare. C’è però chi ha deciso di non attendere oltre. Il commissario liquidatore dell’associazione Airone, l’avvocato Giuseppe Nicosia, sta attendendo l’esito di un’azione esecutiva avviata contro Agroverde. Negli ultimi giorni, un ufficiale giudiziario ha effettuato un sopralluogo nella sede della cooperativa agricola, da quanto emerge per valutare la presenza di eventuali beni mobili da pignorare. L’associazione, che per anni ha gestito un’aviosuperficie proprio nell’area dei cantieri del polo fotovoltaico, attende ancora che vengano pagate le indennità d’esproprio (circa 213 mila euro), alle quali si dovrebbero aggiungere gli interessi maturati. Dell’aviosuperficie non è rimasto nulla.

Da Agroverde non è mai arrivato alcun segnale di conciliazione e l’associazione, attraverso l’avvocato Grazia Giannone, ha già ottenuto un titolo esecutivo. Per avere quanto dovutogli, il legale dell’associazione ha deciso di giocare la carta del pignoramento. “Dobbiamo garantire gli interessi dell’associazione – dice l’avvocato Giuseppe Nicosia – abbiamo aspettato, cercando di raggiungere un accordo, ma è stato tutto inutile. Negli ultimi mesi, è arrivata la nuova trattativa con un’altra azienda interessata a subentrare. Allo stato attuale, però, ci sono troppi fattori di incertezza. Per questa ragione, abbiamo deciso di agire, anche attraverso il pignoramento dei beni”. Un progetto, “benedetto” dall’ex presidente della Regione Rosario Crocetta e da tutta la politica locale, oggi langue nell’attesa di un “salvatore”.

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