Quietanze false per gli assegni scoperti, le firme in municipio: a giudizio anche un dipendente comunale

 
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Gela. Un giro di false attestazioni, sottoscritte anche da due dipendenti comunali del settore anagrafe, destinato all’ottenimento della riabilitazione dopo i mancati pagamenti di titoli bancari.

Diciassette quietanze sospette. Il giudice dell’udienza preliminare Paolo Fiore ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di un professionista e di un dipendente del Comune che devono rispondere di falsità ideologica e di falso in scrittura privata. Sono almeno diciassette le presunte quietanze false presentate agli sportelli comunali per attestare la successiva copertura dei titoli bancari. Dietro all’intera vicenda ci sarebbe il professionista. I due dipendenti comunali, in alcuni casi, avrebbero attestato falsamente la presenza di soggetti, invece assenti al momento di apporre le necessarie firme. Per l’altro imputato, il gup ha disposto il non doversi procedere a seguito di prescrizione. Ad ottobre, scatterà il dibattimento. I legali di difesa, gli avvocati Joseph Donegani, Giovanna Zappulla e Carmelo Brentino, hanno comunque cercato di ridimensionare l’intera vicenda, escludendo l’eventuale accordo tra il professionista e i due dipendenti comunali.

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