Rende-Gela senza tifosi biancazzurri, il club reagisce: “Accettiamo il provvedimento ma così il calcio è umiliato”

 
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Gela. Per punire 10 tifosi che hanno sbagliato sono riusciti a penalizzare un’intera tifoseria.

Rende-Gela non inizia nel migliore dei modi. Il divieto di vendita di biglietti che si estende persino ai residenti in Sicilia appare eccessivo e spropositato.

Il Gela, che ha sempre avuto almeno trenta tifosi anche in campi lontanissimi come Aversa o lo stesso Sarno, a Rende non avrà nessun coro che lo sosterrà. Misure rigide. Appena 20 accrediti per la società ospite, quella biancazzurra, giornalisti accreditati solo se iscritti all’albo. Nulla più.

E la società ha espresso tutta la sua contrarietà.

“Siamo amareggiati e tristi nell’apprendere che la semifinale play-off di Serie D “Rende-Gela” di domenica è stata vietata a tutti i tifosi gelesi. Siamo confusi quando cerchiamo di capire come fa’ un tafferuglio fra i tifosi del Gela e dell’Igea Virtus, avvenuto giorni fa in una stazione di servizio, a mettere a repentaglio la sicurezza della gara di Rende, dove giocano appunto Rende e Gela?”
“Sono meccanismi che ci sfuggono, dato che nell’altra semifinale non sono stati ravvisati pericoli, cosi la nostra confusione aumenta. Non vogliamo azzardare ipotesi strane ma non era più logico identificare quei 10-12 tifosi del Gela e dell’Igea Virtus e applicare loro quanto previsto dalla Legge ?
Tutelando cosi il calcio?”.
Il Gela andrà a Rende a onorare il calcio perché siamo rispettosi delle Istituzioni e quindi ci tocca di obbedire, ma denunciamo pubblicamente con altrettanta forza che la strada scelta sia stata troppo sbrigativa e ingiusta e rafforza in noi l’idea che il calcio stia implodendo e che ha bisogno di essere tutelato e non umiliato. Il calcio è gioia pura e nessuno ci farà mai cambiare idea. Nessuno”.
Notiziario. Evola ci sarà, Nassi e Bulades anche, gli altri difficilmente potranno recuperare.

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