Crisi “arcobaleno”, Greco al dissenso interno: “Si dia un apporto alla maggioranza”

 
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Greco ha disposto l'affidamento diretto

Gela. La crisi politica che sembra attraversare larghe fasce della sua maggioranza “arcobaleno” pare non preoccuparlo eccessivamente. Il sindaco Lucio Greco sa bene che dal Pd sono stati mossi forti dubbi sulla sua capacità politica di guidare l’amministrazione comunale, nonostante l’appoggio assicuratogli. “Bisognerebbe chiedere a loro – dice – non credo di dover aggiungere altro rispetto a quello che ho già spiegato. Non mi pare ci siano fatti nuovi”. Pezzi importanti dell’alleanza, però, sono ormai parte integrante di un dissenso interno, che l’avvocato ha platealmente biasimato, anche in consiglio comunale. “Se ci sono consiglieri che mi accusano ingiustamente e immotivatamente, per cose che non stanno né in cielo né in terra, non posso far altro che ricordargli il mio incessante lavoro, tra tavoli tecnici, prefettura, ora la vicenda del Coronavirus, ma ci sono anche i lavoratori rimasti senza occupazione, come gli ex Trainito Costruzioni o gli operai Tekra, senza dimenticare gli Rmi. Io cerco sempre di coinvolgere tutti”. Per ora, probabilmente rafforzato dalla sua area politica di riferimento e dall’ingresso in giunta dell’Udc, il sindaco sembra voler adottare una linea non troppo intransigente verso il dissenso interno. “In momenti così difficili – aggiunge – tutti dovremmo sforzarci di proporre idee, progetti e iniziative per migliorare l’amministrazione. Si pensasse ad un apporto concreto in favore della maggioranza della quale si fa parte”. Qualche accenno di nervosismo è inevitabile, dato che i grattacapi più consistenti sono causati dai pilastri politici dell’alleanza.

Pd e Forza Italia, ma anche i civici di “Una Buona Idea”, negli ultimi tempi hanno più volte atteso al varco l’avvocato. “Non ho mai chiuso la porta a nessuno – conclude – un resoconto su quanto fatto fino ad ora posso farlo sempre e a chiunque me lo chiedesse”. Greco e il dissenso interno non sono ancora politicamente separati in casa, ma in maggioranza non tira certamente un’aria distesa. Addirittura, c’è già chi guarda ai posizionamenti in vista delle regionali.

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