“Summit di mafia in un bar”, Rinzivillo e Zuppardo incontrarono affiliati: lunedì interrogatori

 
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Gela. Tutti riuniti intorno ad un tavolo, in un bar di via Tevere. Salvatore Rinzivillo, secondo gli investigatori che hanno messo a segno il blitz “Exitus” (che non coinvolge direttamente il boss), stava tessendo la trama del clan, spostandosi costantemente tra Gela e Roma. In quel locale, gli inquirenti monitorarono un presunto summit di mafia. In pieno giorno, era il settembre di due anni fa. Rinzivillo ed Emanuele Zuppardo vennero notati mentre entravano nell’attività commerciale, iniziando ad avere colloqui con altri avventori, tutti pregiudicati e legati alla famiglia Rinzivillo. Secondo quanto riportato nelle carte dell’inchiesta, ad un certo punto iniziò una lunga conversazione tra i presenti. Probabilmente, Rinzivillo voleva dirimere qualche controversia interna, che secondo gli investigatori rischiava di intralciare l’opera di ricostruzione del clan, con vecchie leve come Zuppardo (che si vedeva con il boss approfittando di permessi nonostante gli arresti domiciliari) e nuovi “carusi”, già coinvolti in precedenti operazioni contro la famiglia, a cominciare dall’inchiesta “Malleus”. Per evitare ingressi non graditi nel bar, sarebbe stato piazzato il palo, un altro affiliato con il compito di monitorare quello che accadeva all’esterno. Qualche giorno dopo, Rinzivillo partì per Roma, come gli capitava molto spesso in quel periodo.

Il capo, in base alle ipotesi investigative, frequentava spesso quel bar, a poca distanza dalla sua abitazione. Sarebbe stato scelto, anche in altre occasioni, come punto di riferimento per incontrarsi con presunti fiancheggiatori e con l’avvocato Grazio Ferrara, ritenuto “intermediario” del boss, soprattutto dopo il suo arresto. Il legale, Benedetto Rinzivillo, Emanuele Zuppardo e Giuseppe Incorvaia, tutti raggiunti da provvedimento di custodia cautelare in carcere, lunedì verranno sentiti dal gip per l’interrogatorio di garanzia. Un quinto indagato, anche se non sottoposto a misura, è il cinquantasettenne Carmelo Collodoro. Tra i difensori che li assistono, ci sono gli avvocati Giacomo Ventura, Joseph Donegani, Francesco Enia ed Emanuele Maganuco.

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