Superbonus, Confartigianato: “A rischio 2 mila edili in Sicilia”

 
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PALERMO (ITALPRESS) – Duemila nuove assunzioni a rischio a Palermo nel settore delle Costruzioni, circa la metà dei cantieri in città fermi, tassi di interesse in alcuni istituti bancari già in crescita. Gli stop and go normativi sull’utilizzo dei bonus edilizia e riqualificazione energetica, cha hanno portato adesso alla decisione di limitare la cessione del credito ad una sola volta, stanno mettendo in ginocchio le imprese edili e tutte quelle dell’indotto, come impiantisti e serramentisti. L’allarme è stato lanciato questa mattina nella sede di Confartigianato Imprese Palermo. Presenti all’incontro con i giornalisti, il segretario provinciale Giovanni Rafti, il presidente di Confartigianato Anaepa Edilizia, Calogero Sciascia, e i presidenti delle categorie degli impiantisti Claudio Terruso e dei serramentisti, Caterina Azzarello. Fondamentale anche la testimonianza di alcune imprese che hanno preso parte alla conferenza stampa.Nel territorio di Palermo e della provincia, le imprese delle Costruzioni sono quasi cinquemila di cui la metà artigiane. E danno lavoro a oltre 12 mila addetti.In questi giorni, per scongiurare conseguenze ancora peggiori, Confartigianato ha lanciato in tutta Italia la campagna “Sbloccare la cessione dei crediti per garantire crescita e lavoro” nella quale indica i 10 motivi per correggere l’articolo 28 del Dl Sostegni ter, eliminando le restrizioni alla cessione dei crediti fiscali per l’utilizzo del superbonus e prevedendo controlli efficaci contro le truffe.Il superbonus 110%, introdotto con il Decreto legge “Rilancio” del maggio 2020, nell’arco di 20 mesi ha subito 9 interventi di modifica, 1 ogni 68 giorni, trasformandosi in un vero e proprio percorso ad ostacoli per imprese, famiglie, professionisti e amministratori di condominio, è stato sottolineato dai vertici di Confartigianato, secondo cui le restrizioni alla cessione del credito, oltre al rischio di affossare il mercato delle costruzioni, l’occupazione del settore, la propensione dei cittadini a effettuare interventi di manutenzione ed efficientamento energetico delle abitazioni, allontanano anche gli obiettivi di abbattimento delle emissioni ambientali.“Questo è un momento drammatico per le imprese del mondo delle Costruzioni. Si parla di tempesta ‘perfettà che si abbatte sulle aziende: dalla restrizione del bonus edilizia al caro bollette e transizione energetica, dai costi delle materie prime all’assenza di figure professionali fino a mettere a rischio la sicurezza sui luoghi di lavoro. Sul bonus edilizia, ben vengano i controlli per prevenire le truffe – ha detto il presidente di Anaepa Palermo -, noi non siamo affatto contrari. Ma sicuramente ci possono essere altre soluzioni piuttosto che la limitazione della cessione del credito. Così facendo le piccole imprese saranno a rischio liquidità con la paura di un fallimento di massa del comparto edile. Soprattutto ne pagano le spese gli imprenditori che hanno sempre operato nel rispetto delle regole. Alcuni istituti bancari più piccoli, hanno già innalzato i tassi di interesse. Le Poste, invece, non accettano più cessioni”.A fare da eco alle parole di Sciascia, anche Claudio Terruso, presidente degli Impianti di Confartigianato Palermo: “Sono moltissimi i cantieri che già sono stati chiusi e noi impiantisti abbiamo bloccato parecchi ordini che ci avrebbero permesso di lavorare con le nostre maestranze – ha aggiunto -. Sarebbe stato giusto pensare per tempo ad effettuare i controlli, piuttosto che modificare adesso una norma che di fatto non ci consentirà più di lavorare come avremmo dovuto”.“E’ stato già comunicato a diversi clienti che non verranno più accettate pratiche legate al superbonus – ha sottolineato Caterina Azzarello, presidente dei Serramentisti -. Di fatto, una sola cessione del credito, non consentirà più ai fornitori di lavorare con le imprese edili”. (ITALPRESS).