Strutture Asp in via Madonna del Rosario, proprietari aree chiedono 300 mila euro

 
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Gela. La realizzazione di uffici amministrativi e di un centro diurno Asp in via Madonna del Rosario risalgono a diciassette anni fa. Sia l’Azienda sanitaria provinciale che il Comune rischiano però di dover pagare agli allora proprietari delle aree un ammontare non inferiore a 300 mila euro. Per i legali di chi possedeva quei terreni, all’esproprio (di fatto) non sarebbe mai seguito un decreto di occupazione. E’ uno dei tanti “buchi” burocratici che troppo spesso hanno costretto Palazzo di Città, in casi analoghi, ad esborsi finanziariamente molto pesanti. Sia l’Asp che il Comune sono finiti in giudizio. Lo scorso anno, i magistrati della Corte d’appello di Caltanissetta hanno però emesso una sentenza favorevole ai due enti, escludendo l’obbligo del pagamento. In primo grado, il tribunale di Gela aveva invece rilasciato una decisione di accoglimento delle richieste dei proprietari. Fu l’Azienda sanitaria provinciale a presentare ricorso. La vicenda non si è conclusa. Il legale dei titolari dei terreni ritiene che abbiano il diritto a ricevere l’indennizzo da trecentomila euro e così si è rivolto ai giudici della Corte di Cassazione, ora chiamati a valutare l’intera vicenda.

Davanti a cifre così consistenti, Palazzo di Città ha scelto di costituirsi nel giudizio davanti ai magistrati romani e provvederà alla nomina di un legale, che possa rappresentare le istanze dell’ente. L’amministrazione comunale, negli scorsi giorni, ha autorizzato la costituzione nel giudizio di Cassazione.

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