Violenze e abusi nel centro per disabili psichici, Scordio lascia i domiciliari

 
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Gli episodi videoripresi dagli investigatori

Caltanissetta. Lascia gli arresti domiciliari. I giudici del riesame di Caltanissetta hanno in gran parte accolto il ricorso presentato dai legali dell’imprenditore gelese Rocco Giovanni Scordio, coinvolto nell’indagine “Bad caregiver”. E’ tra i responsabili della struttura di Serradifalco, per disabili psichici, al cui interno nove ospiti avrebbero subito violenze e trattamenti degradanti. All’imprenditore è stato imposto il solo divieto di svolgere attività di impresa. I legali che lo rappresentano, gli avvocati Giovanni Bruscia e Tiziana Ragusa, hanno presentato ricorso, anzitutto chiedendo una misura diversa da quella restrittiva dei domiciliari. La decisione tocca proprio questo aspetto. L’imprenditore, dopo l’arresto, davanti al gip nisseno, si era difeso, escludendo di aver mai saputo di violenze e abusi, ricostruiti dai carabinieri. Le indagini proseguono, condotte dai militari e dai pm della procura nissena, che hanno emesso le misure, anche a seguito di quanto registrato dai sistemi di telecamere, piazzati all’interno della struttura del Vallone.

Al riesame si è rivolto anche Vincenzo Biundo. L’operatore, che lavorava nella comunità, è destinatario di pesanti accuse, compresa quella di abusi sessuali. Il suo legale di fiducia, l’avvocato Carmelo Tuccio, ha chiesto di rivedere la misura impostagli. Biundo è attualmente detenuto in carcere. Nell’inchiesta sono coinvolti altri operatori e referenti del centro.

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