Fotovoltaico a Poggio Blasco, disposta Via: Cts, “potrebbe avere impatti negativi”

 
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Gela. Continua ad esserci un forte interesse ad investire sul fotovoltaico, nel territorio locale. Sono tante le istanze che negli ultimi anni sono finite sui tavoli dei tecnici della Regione. Non sempre c’è poi stato un seguito all’investimento vero e proprio. Il grosso delle richieste si è sicuramente concentrato nel periodo successivo a quello che doveva essere il maxi polo “Ciliegino” di Agroverde, poi finito nel nulla. L’ultima istanza, in ordine di tempo, è quella avanzata lo scorso marzo da una società, con sede a Milano, la Urba-I srl. Il progetto prevede un impianto fotovoltaico, da 6 mila Kwp, in un’area di contrada Poggio Blasco. Tutte le carte e i contenuti progettuali sono stati trasmessi al dipartimento regionale dell’ambiente. Gli uffici del servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali hanno concluso le verifiche, disponendo la sottoposizione a procedura Via e a Valutazione di incidenza ambientale. La Commissione tecnica specialistica, però, ha sollevato criticità, a partire dall’area scelta per realizzare il sistema fotovoltaico, da collegare alla rete. I componenti della Cts hanno infatti rilasciato “parere di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale e parere non favorevole di Valutazione di incidenza ambientale”. “Nell’area di intervento sono presenti numerose specie protette ai sensi della Direttiva 2009/147/CE – si legge nel parere della Commissione tecnica specialistica – tutte migratrici, generalmente presenti da aprile a settembre, che utilizzano il sito per svernare, stazionare (in fase di migrazione o di muta) o nidificare”. Timori sono mossi anche sull’estensione dei terreni che verrebbero occupati, considerati ecologicamente molto importanti. “Il progetto sottrarrà circa 10 Ha di agro-ecosistema ad alto valore ecologico – scrivono ancora gli esperti della commissione – con potenziali effetti sulle specie a causa della sottrazione di habitat idonei per la riproduzione e sottrazione di aree per l’alimentazione”.

Il progetto potrebbe generare “impatti negativi e significativi”. “La realizzazione del progetto determina potenziali incidenze negative sulla conservazione degli habitat e delle specie protette dai siti Natura 2000 – conclude il parere – determinando la sottrazione di porzioni di territorio ad alto valore ecologico con potenziali effetti sulle specie a causa della sottrazione di habitat idonei per la riproduzione e sottrazione di aree per l’alimentazione”. Tutte ragioni che hanno fatto propendere per altre verifiche, attraverso il procedimento Via e la Valutazione di incidenza ambientale.

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