L’onnipresente Siciliano è un problema politico per la giunta? Il Pd ha chiesto l’azzeramento…e se Messinese rinunciasse al sindaco bis?

 
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Gela. I grillini non ne vogliono più sentir parlare

(l’hanno sfiduciata già da tempo), Sicilia Futura, Articolo 1, Forza Italia e perfino la moderata per eccellenza Angela Di Modica, ex consigliere di Gela Città, Adesso Gela e ora indipendente, vorrebbero mettere fine, anticipatamente, alla storia della giunta Messinese.

Il sindaco si rifà l’immagine…il Pd chiede l’azzeramento. Il colpo di scena, però, è arrivato dal capogruppo del Pd Vincenzo Cirignotta che, riottoso come non mai sulla vicenda rifiuti, ha espressamente chiesto al sindaco di presentarsi in aula con la giunta azzerata e, addirittura, porgendo solenni scuse alla città. A questo punto, una giunta azzerata aprirebbe scenari quasi “apocalittici”, peraltro a pochi mesi dalle elezioni regionali. Da settimane, tanti sembrano avere molte cose da ridere sull’azione della giunta. Il sindaco, che a causa del malore di qualche giorno fa dovrà comunque allentare un po’ la corda, almeno per un breve periodo, sta chiaramente cercando di rivitalizzare la sua immagine, anche in chiave mediatica. Lo abbiamo visto per giorni in sit-in davanti all’ospedale Vittorio Emanuele contro i continui tagli alla sanità locale, lo abbiamo visto scagliarsi di gran lena, almeno verbalmente, contro il ministro Beatrice Lorenzin (sempre di sanità si tratta!), addirittura lo abbiamo visto sul cornicione del municipio, intento a scongiurare eventuali gesti estremi degli operai Tekra che protestavano contro i ritardi nei pagamenti. In verità, inutile girarci intorno, il vero problema politico di questa giunta ha un nome, un cognome e una carica, il vicesindaco Simone Siciliano. Ovviamente, è un “problema” politico per i partiti che, sembra piuttosto chiaro, mal sopportano la bulimia amministrativa che ormai lo connota. Tutti i dossier più importanti passano solo ed esclusivamente dalle sue mani. Eni, rifiuti, Agroverde, Ghelas, sono solo pochi esempi, probabilmente quelli più pesanti, di un lungo elenco, tutto targato Simone Siciliano. Non a caso, la proposta dell’azzeramento della giunta, arrivata dal capogruppo democratico Vincenzo Cirignotta (anche se non tutti i suoi compagni di partito sembrano così convinti) è quasi uno sfogo davanti ad una vicenda mai tanto intricata, ovvero quella della gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, neanche a farlo apposta dossier in mano al vicesindaco Simone Siciliano. Peraltro, questa “bulimia” politica, e non solo, del vicesindaco sta facendo storcere il naso anche ad alcuni consiglieri che, probabilmente, pur facendo i “grossi” e inneggiando alla sfiducia senza se e senza ma, erano convinti di poter comunque trovare un tacito accordo con questa giunta. Invece, no. Non è un caso che i consiglieri comunali della Lista Musumeci, prima assolutamente restii a parlare di sfiducia, abbiano addirittura ipotizzato la presentazione di una loro mozione (sarebbe la sesta!). Neanche ai forzisti sembra piacere l’antifona. Gli azzurri, anche se lo escludono categoricamente, si sono incazzati, eccome, dopo il cambio dirigenziale deciso dal duo Siciliano-Messinese. Salvatore Lombardo, molto vicino al deputato regionale Pino Federico e al suo gruppo politico, si occuperà solo ed esclusivamente di patrimonio comunale. Giù le mani, invece, dal settore sviluppo economico e da quelli che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, far girare i fondi europei. La scelta di Siciliano e Messinese è ricaduta su un altro dirigente comunale, Antonino Collura. In municipio, addirittura, la mossa è stata letta in chiave pro Pd. In verità, però, Collura viene considerato funzionario di fiducia proprio del duo di giunta (da mesi è uno degli esperti di riferimento del vicesindaco soprattutto quando si parla di “grandi sistemi” e di “grandi finanziamenti”) che, probabilmente, vuol avere il pallino della situazione in mano, dati i tempi e date le fibrillazioni che si susseguono. Ovviamente, non sono solo questi i “peccati” politici affibbiati al numero due della giunta. L’elenco sarebbe piuttosto esteso, a partire dall’occupazione coatta di ogni fase della vicenda Eni, dai tavoli ufficiali alle riunioni di contorno ai rapporti istituzionali di ogni genere, tanto da scatenare continue richieste dei consiglieri comunali, che in più occasioni hanno preteso di essere messi al corrente. Non sfugge neanche l’inghippo Ghelas, con Vincenzo Romano, manager battezzato da Siciliano e Messinese, che ha lasciato l’incarico dopo appena quattro mesi, liberando, ben prima di quanto si credesse, il posto più ambito nello striminzito sottogoverno locale.

Il sindaco potrebbe mai rinunciare a Siciliano? E se Messinese, messo alle strette, sempre che gli altri abbiano la forza politica per farlo, decidesse di rinunciare al suo vicesindaco, al factotum, all’onnipresente Simone Siciliano? Potrebbe essere questo il patto antisfiducia? Per ora, dato che il vicesindaco agisce spesso come una sorta di primo cittadino bis, evidentemente con i galloni nobiliari concessigli dallo stesso Messinese, sembra un’ipotesi da escludere. Il Pd, però, per bocca del capogruppo, ha fatto il primo passo. “Messinese venga in aula con la giunta azzerata”. Ovviamente, con tutto il rispetto per il lavoro di assessori come Flavio Di Francesco, Rocco D’Arma e Licia Abela, è chiaro che i partiti guardano al sistema nervoso centrale di questa amministrazione, al bilancio di Fabrizio Morello, all’urbanistica di Francesco Salinitro, al mare magnum di Simone Siciliano e, certamente, alle decisioni del sindaco Domenico Messinese. Insomma, difficilmente i partiti potrebbero accontentarsi del solito aggiustamento in corsa. Se Messinese decidesse di ascoltarli, dopo averli ricevuti per settimane nella sua stanza, diventata approdo di consultazioni con pochi precedenti nel recente passato, dovrebbe iniziare a riflettere. O loro, i partiti appunto, oppure i suoi, a cominciare dal sindaco bis.     

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