Niente stop agli impianti Eni, bocciato anche il fondo da 80 milioni chiesto dal Comune

 
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Gela. Il verdetto, emesso dal giudice civile Virgilio Dante Bernardi, che ha respinto il ricorso straordinario presentato da quasi quattrocento cittadini, tutto incentrato sul fermo di ogni attività di Eni in città e sull’avvio dei processi di bonifica, ha escluso anche le istanze avanzate dal Comune. L’ente, chiamato in giudizio dai legali dei cittadini, gli avvocati Luigi Fontanella, Laura Vassallo e Giuseppe Fontanella, ha caldeggiato l’accoglimento del ricorso, basato anche su una maxi perizia che collega presenza industriale e danni alla salute. Allo stesso tempo, il legale scelto dall’amministrazione comunale, l’avvocato Mario Cosenza, ha spinto per ottenere un fondo finanziario da 80 milioni di euro che Eni avrebbe dovuto mettere a disposizione del Comune, soldi da destinare alle famiglie dei lavoratori che si sarebbero trovati fuori dal ciclo produttivo ed eventualmente ricollocati nelle attività di smontaggio degli impianti e di bonifica.

Le motivazioni che rigettano le richieste del Comune. “Senza entrare nel merito della possibilità giuridica delle richieste di cui alle domande spiegate dal Comune di Gela – si legge nell’ordinanza firmata dal giudice – appare come naturale conseguenza logica che il mancato accoglimento di tutte le domande dei ricorrenti cui la domanda n. 1 del Comune di Gela si ricollegava in toto in via adesiva, comporti il consequenziale rigetto anche delle già menzionate richieste”. Quindi, avanti con gli impianti di raffineria, in fase di riconversione, e con le altre attività di Eni nel sito locale, escludendo qualsiasi indennizzo da parte della multinazionale.

1 commento

  1. Quelli fregati ci vanno sempre i cittadini e gli operai, ENI a pagato a tutti per vincere questa partita giudici, comune, avvocati, saluti a tutti

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