“Di Natale è vigile ma i postumi lo segneranno”, operai e sindacati aprono un conto corrente

 
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L'operaio David Di Natale gravemente ferito alle Acciaierie Venete

Padova. Il quadro clinico rimane ancora molto grave ma l’operaio quarantenne David Di Natale non è più in pericolo di vita. Il lavoratore gelese, adesso ricoverato in un centro specializzato a Verona, è stato coinvolto nel gravissimo incidente, verificatosi nello stabilimento delle Acciaierie Venete a Padova. Insieme ad altri tre colleghi, è stato travolto da una colata di materiale incandescente. I legali che rappresentano la famiglia, gli avvocati Gabriella Galiano e Paolo Dalla Vecchia, non hanno risparmiato dure critiche all’atteggiamento dimostrato dai manager sia di Acciaierie sia della Hamaya Tech, l’azienda per la quale lavora il quarantenne. In base a quanto dichiarato alla testata Padovaoggi.it, la moglie dell’operaio avrebbe saputo di quanto accaduto al marito, solo molte ore dopo, grazie ad un collega. Nessuna comunicazione dalle aziende. “Le gambe – ha spiegato l’avvocato Galiano – sono state investite dal calore, la situazione è molto seria. David Di Natale ha subito diversi interventi chirurgici ma non è più in pericolo di vita. I medici stanno cercando di staccargli delle parti di tuta e metallo fuso che sono ancora appiccicate alla sua pelle. Di Natale ha cercato poi di scappare dall’ondata di calore saltando da una certa altezza, per questo si è pure rotto la caviglia. Lui è vigile e cosciente, consapevole di tutto quello che gli sta accadendo. Due colleghi sono in fin di vita, lui per fortuna se la caverà. Non è in pericolo di vita ma i postumi di questo incidente sicuramente segneranno la sua vita“.

Operai e sindacati con i colleghi feriti. Gli impianti di Acciaierie Venete sono stati sequestrati dai pm di Padova, che hanno avviato un’inchiesta. Sono attualmente sette i nominativi iscritti nel registro degli indagati. Con lo stop forzato, il rischio è che i manager dell’azienda vogliano fermare l’intera produzione, mettendo in cassa integrazione tutti i lavoratori. Ipotesi che viene già contestata dai sindacati. Proprio i lavoratori dello stabilimento e i sindacati hanno deciso di attivare un conto corrente, a supporto delle famiglie dei quattro lavoratori coinvolti. In questo modo, chi vorrà potrà contribuire economicamente.

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