Passa la variante Lidl, scontro sulla clinica Santa Barbara: grillini e Siciliano ai ferri corti

 
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Il candidato centrista a sindaco potrebbe essere l'ex consigliere Vincenzo Cirignotta

Gela. Passa la variante al piano regolatore generale che consentirà al gruppo Lidl di realizzare un punto vendita, nella zona di via Venezia, a ridosso dell’area del palazzo di giustizia. Diciassette presenti, al momento della votazione, e diciassette voti favorevoli. Di certo, non c’era il pienone in aula e non sono mancate le assenze, quando si è trattato di votare. L’aula ha detto sì anche agli emendamenti presentati dal gruppo di Energie per l’Italia (che ha chiesto di eliminare ogni riferimento alla definizione di “atto di mecenatismo”) e dal consigliere Vincenzo Cirignotta, che invece assegna direttamente al consiglio comunale la scelta di individuare il tipo di opera che i manager di Lidl si sono detti disponibili a realizzare, a compensazione del progetto di punto vendita. Un voto favorevole che è arrivato dopo tante perplessità tecniche, espresse in aula. Quando sul tavolo arrivano le varianti al piano regolatore generale, tutti cercano di avere le garanzie necessarie per evitare eventuali conseguenze successive. Così è stato anche questa volta. Dai banchi del Movimento cinque stelle, il consigliere Simone Morgana ha comunque espresso non pochi dubbi sulle somme che verranno utilizzate. L’opera “promessa” da Lidl dovrebbe aggirarsi intorno ai 225 mila euro. “Chi ha fissato questo parametro? – ha chiesto il consigliere grillino – siamo davanti ad una convenzione che si può modificare. Perché non chiedere un’opera da seicentomila euro?”. Sulle varianti al prg lo scontro politico non si è fatto attendere.

Scontro sulla variante della clinica. Mentre il consigliere forzista Salvatore Scerra chiedeva di verificare il numero legale, non appena è arrivato il turno della variante proposta dai manager di Sogesa per l’ampliamento della clinica Santa Barbara, il clima è diventato sempre più acceso. I grillini, usciti dall’aula al momento del voto sulla variante Lidl, sono rientrati in aula. “I consiglieri del Movimento cinque stelle – ha attaccato il forzista – entrano ed escono dall’aula a loro piacimento, senza prendersi responsabilità sugli atti da votare. Sono dei conigli”. La variante chiesta dai manager della clinica, però, ha inasprito lo scontro. Sandra Bennici e Luigi Di Dio sono stati chiari, Lidl e Sogesa vanno trattati allo stesso modo. Entrambi hanno chiesto l’impegno ad opere di compensazione, da imporre anche al gruppo che gestisce la struttura sanitaria di Macchitella. Il dirigente Antonino Collura, però, ha escluso questa ipotesi, trattandosi di un tipo di variante diversa da quella ottenuta dai manager di Lidl. I grillini hanno rincarato la dose, sollevando addirittura il sospetto che l’ampliamento della clinica, portato in aula dall’amministrazione comunale, vada a soffocare molti servizi pubblici al Vittorio Emanuele. Così, si è aperta la sfida con il vicesindaco Simone Siciliano. “Ma come – è intervenuto il numero due della giunta – un deputato locale del Movimento cinque stelle è venuto a fare passerella contro la chiusura di neurologia alla clinica Santa Barbara e voi contestate l’ampliamento della struttura? Dovreste chiarirvi le idee”. Un attacco mosso anche dal capogruppo di DiventeràBellissima Vincenzo Cascino, che ha accusato i grillini di incoerenza politica, soprattutto sul fronte della sanità locale. Angela Di Modica, Cristian Malluzzo e Maria Pingo, invece, si sono schierati con l’investimento deciso dai manager della Sogesa. “A chi ancora crede in questa città ed ha il coraggio di investire – hanno detto quasi all’unisono – bisognerebbe stendere un tappeto rosso”. Di Modica è stata anche più esplicita, “quanto sostenuto dai consiglieri del Movimento cinque stelle – ha spiegato – rischia di tagliare fuori qualsiasi investimento da parte di privati, in una città già trasformata in un deserto economico”. Ma la variante di Sogesa pesa, eccome, sugli equilibri politici dell’assise civica. Al momento del voto finale, solo dieci consiglieri in aula e niente numero legale. Sarà necessaria una nuova convocazione.

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