Aumentano del 7,5% i ricorsi al Tar Sicilia, 2.347 nel 2021

 
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PALERMO (ITALPRESS) – Nel corso dell’anno 2019 sono stati depositati 2.835 nuovi ricorsi e ne sono stati definiti 3.187, dei quali 2.094 con sentenza, 300 con sentenza breve, 581 con decreti decisori e 44 con altri provvedimenti; le pendenze sono passate da 9.577 all’1.01.2019 a 9.393 al 31.12.2019 con un decremento pari al -1,7%. Nel corso dell’anno 2020 sono stati depositati 2.185 nuovi ricorsi e ne sono stati definiti 2.892, dei quali 1.994 con sentenza, 319 con sentenza c.d. breve e 579 con decreti decisori; le pendenze sono passate da 9.393 all’1.01.2020 a 8.686 al 31.12.2020 con un decremento pari a circa il -7,5%. Sono i numeri forniti nella relazione del presidente del Tar Salvatore Veneziano illustrati questa mattina nel corso della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario che ha ripreso dopo lo stop di due anni imposto dalla pandemia. “Significativi appaiono i dati relativi al calo dei nuovi ricorsi nell’anno 2020 rispetto a quelli dell’anno 2019 – all’evidenza imputabile all’emergenza sanitaria, economica e sociale – e quelli relativi al numero dei ricorsi definiti per ciascuno dei due anni comunque superiore all’ introito dei nuovi – ed al conseguente calo delle pendenze pur a fronte di un significativo sottodimensionamentodell’organico dei Magistrati e del Personale di segreteria e amministrativo. Nel corso dell’anno 2021 sono stati depositati 2.347 nuovi ricorsi, in lieve aumento (+162 ricorsi, pari a circa +7,59%) rispetto al totale dei depositi dell’anno precedente. Da un esame per materie dei nuovi ricorsi si evidenziano significative flessioni nelle materie dell’attività regionale (-39), del pubblico impiego (-35) e degli stranieri (-31), oltre a quelle nelle materie delle autorizzazioni e concessioni (-27%) e della sicurezza pubblica (-23) e minori flessioni in altre materie, ampiamente bilanciate da un incremento dei nuovi ricorsi nelle materie dell’esecuzione del giudicato (+211), dell’edilizia e urbanistica (+43), delle Forze armate (compresi Carabinieri e Guardia di Finanza) (+43), degli appalti (+32), dell’accesso (+23), oltre a minori aumenti in altre materie.Nel corso dell’anno 2021, inoltre, sono stati definiti 3.438 ricorsi; da tale dato – tenuto conto della pendenza all’1.01.2021 (8.686 ricorsi) e del nuovo introito (2.347 ricorsi) – deriva una pendenza al 31.12.2021 di 7.595 ricorsi, con una differenza rispetto alla pendenza al 31 dicembre dell’anno precedente di1.091 ricorsi, pari a circa il -12,5%; sono state tenute,dalle tre Sezioni interne, complessivamente n. 65 camere di consiglio e n. 68 udienza pubbliche delle quali 6 straordinarie per smaltimento arretrato sono state pubblicate 2751 sentenze, delle quali 361 sentenze brevi (pari ad oltre il 13%); 759 decreti decisori; 685 ordinanze cautelari e 150 decreti cautelarimonocratici; 931 ordinanze collegiali; 398 ordinanze presidenziali. “Per quanto attiene al numero di nuovi ricorsi depositati, si tratta di un dato in aumento rispetto a quello dell’anno precedente (+7,5% circa) ma privo di autonoma significatività”, si legge nella relazione di Veneziano, “in quanto pesantemente influenzato dall’ingente decremento registrato nel 2020 a causa del lungo periodo di lockdown ed ancora inferiore al numero dei nuovi depositi del 2019; per quanto attiene alla tipologia del nuovo contenzioso, non può non rilevarsi il calo dei ricorsi in materie che possono denotare lo svolgimento di attività amministrative qualificate quali le autorizzazioni e concessioni e l’attività regionale in generale – probabilmente a causa della stasi conseguente alla pandemia, mentre stupisce il calo dei ricorsi nella materia del pubblico impiego privatizzato che invece, quanto meno nel settore della sanità, avrebbe dovuto registrare qualche segno di vitalità”. (ITALPRESS).