“Burocrazia porta l’ente alla morte”, consiglio rischia scioglimento: Ascia, “vado in procura”

 
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Gela. Una situazione critica, a tratti drammatica per i conti del municipio. Questa mattina, in consiglio comunale, non è stato escluso neanche lo scioglimento dell’assise civica. I toni sono diventati sempre più sostenuti. L’assise civica è ormai convinta che “la macchina burocratica sta portando alla morte la città”. Il segretario generale Loredana Patti, che negli scorsi giorni ha rilasciato la segnalazione prevista dal regolamento contabile, è stata destinataria degli strali di diversi esponenti dell’assise civica. “Non c’è un bilancio di previsione, non c’è un consuntivo e non c’è un rendiconto, al 28 dicembre – ha detto il consigliere di Fratelli d’Italia Salvatore Scerra – il Comune è ostaggio di burocrati non gelesi. Come si fa a portare al disseto un Comune con un avanzo importante. Ci state portando al disastro”. Il richiamo continuo è al dissesto che è sempre più concreto. Il consigliere di “Rinnova” Alessandra Ascia è stata ancora più netta. “Il segretario generale che è anche assessore al bilancio – ha spigato – ha fatto un eccesso di potere con la segnalazione e l’avvio della procedura. Sono pronta ad andare in procura”. Il segretario Patti ha riferito delle “tappe” che aspettano l’assise civica. Entro trenta giorni sarà presentata una relazione che indicherà “le misure correttive” da adottare. Sarà però un vincolo vero e proprio per l’assise civica. “Il consiglio non può esimersi dall’approvare le misure. E’ obbligatorio”, ha precisato Patti. “Di conseguenza – ha attaccato il capogruppo di “Una Buona Idea” Davide Sincero – tra una ventina di giorni il consiglio comunale, se non approverà le misure, potrà essere sciolto senza neanche aver visto un atto finanziario. Per dieci anni sono stati approvati tutti i bilanci e gli atti finanziari con il parere favorevole del collegio dei revisori. Ora, invece, siamo al dissesto. Si facciano nomi e cognomi. Allora, sono stati votati atti e bilanci falsi? Il consiglio comunale deve rimanere aperto a tempo indeterminato, fino a quando non arriveremo alle soluzioni per la città”. I consiglieri sono ancora più convinti che “la burocrazia stia remando contro”. “C’è una classe politica che sta facendo di tutto per salvare la città mentre questa volontà non si vede nella burocrazia. La segnalazione del segretario generale è stata un’accelerazione in questa direzione. Non ci sentiamo tutelati. La sensazione è che ci sia una burocrazia esclusivamente rigida. C’è una macchina lanciata contro il muro del dissesto mentre la politica si sta sbattendo per salvare la situazione”, ha detto Giuseppe Morselli di “Un’Altra Gela”. L’assise civica si sente con le spalle al muro. Dai banchi della Lega, il consigliere Spata è tornato a chiedere la mozione di sfiducia. L’esponente meloniano Vincenzo Casciana ha chiesto se lo schema di bilancio approvato negli scorsi mesi dalla giunta sia ancora valido e il segretario ha spiegato che la giunta non l’ha ancora ritirato. Il neo assessore Mariangela Faraci ha ribadito che è in corso una verifica degli atti e domani avrà un confronto con l’esperto Calogero Centonze, nominato dal sindaco. Per il collegio dei revisori, anche sull’avanzo, la situazione è diversa da quella indicata dai consiglieri.

“Non c’è un avanzo. Non sono stati fatti gli accantonamenti per i credi di dubbia esigibilità e per il contezioso”, è stato spiegato. “Inadempienze tecniche stanno generando tutta questa situazione – ha detto il consigliere di “Un’Altra Gela” Rosario Faraci – ci vogliono concetti semplici. Non temo di andare a casa. Per dieci anni tutto è andato bene. Il consiglio non ha competenze per definire i correttivi. C’è una burocrazia che dimentica gli impegni spesa e non c’è alcuna fiducia verso questa stessa burocrazia. E’ omissivo permettere che negli uffici non si predispongano gli impegni spesi”. Per il consigliere di Fratelli d’Italia Pierpaolo Grisanti “è emersa una verità con la segnalazione che è arrivata dal segretario generale. Il sindaco dice che dobbiamo evitare il dissesto mentre il settore finanziario sta seguendo un percorso diverso, che porta al dissesto”.

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