Carte, cocaina e sistemi sofisticati per aggirare professionisti con il “vizio” del gioco: ecco gli arrestati

 
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La bisca era frequentata da tanti assidui giocatori

Gela. Sono tre i provvedimenti di custodia cautelare eseguiti nella notte dai carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta. Le truffe al texas hold’em erano opera di altrettanti gelesi. Ai domiciliari sono finiti il quarantasettenne Vincenzo Lauria, il trentatreenne Calogero Lo Porto e il trentasettenne Rosario Romano. Indagati, a piede libero, sono invece gli ennesi Angelo Mangione, Antonino Cristaldi e Vito Cristaldi e il quarantaquattrenne Michelangelo Bevilacqua. I “clienti” della bisca clandestina avviata in città, sarebbero stati vittime di “Pina”. Si tratterebbe di un sistema elettronico che leggeva codici a barre inseriti nelle carte. Le giocate sarebbero tutte pilotate L’immobile usato per il gioco d’azzardo sarebbe stato nella disponibilità di Rosario Romano e Calogero Lo Porto. I giocatori, con notevole disponibilità economica, venivano appositamente selezionati e attirati anche con la cocaina, messa a disposizione da Lauria.

Lauria, già arrestato nel dicembre di un anno fa per possesso di cocaina, si sarebbe finto giocatore, così da azionare il sistema “Pina” e leggere in anticipo giocate e vincite. Il meccanismo sarebbe stato installato nel port fiches. Le indagini sono durate per mesi e la sala gioco clandestina è stata monitorata dagli investigatori.

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