Colpo a Spina Santa, il ladro dimenticò una lettera? Cadono le accuse per Meroni

 
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Gela. Quella lettera d’assunzione ritrovata nei pressi dell’abitazione rurale assaltata dai ladri in contrada Spina Santa non è stata sufficiente. Così, è scattata l’assoluzione per Angelo Meroni.

La lettera ritrovata a Spina Santa. Era accusato di aver fatto parte di un gruppo che, cinque anni fa, razziò l’abitazione rurale di proprietà del titolare di un mobilificio. Le accuse dei magistrati si concentrarono su Meroni dopo il ritrovamento, nei pressi dell’immobile, di una lettera d’assunzione che riportava il suo nominativo.

Un ladro poco avveduto? No, almeno stando al dispositivo letto in aula dal giudice Chiara Raffiotta che ha assolto il cinquantenne, attualmente detenuto dopo la condanna a sedici anni di reclusione per l’omicidio dell’edile Francesco Martines. E’ stato il suo legale di fiducia, l’avvocato Davide Limoncello, a sollevare forti dubbi sull’attendibilità di quella missiva e sull’effettiva presenza dell’imputato in contrada Spina Santa.

Non ci sarebbero stati elementi certi per collegare quella lettera allo stesso presunto ladro. L’assoluzione è stata chiesta in aula anche dal pubblico ministero Sonia Tramontana.

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