Due ambulanze e un solo autista, bimbo trasferito a Catania dai genitori

 
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Gela. Ha dovuto farsi carico del trasferimento notturno di suo figlio di 4 anni per l’impossibilità dell’ospedale Vittorio Emanuele di ricorrere alla reperibilità del personale. L’autista di turno era impegnato nel trasporto di un altro paziente, un pensionato con problemi cardiologici, presso l’ospedale Gravina di Caltagirone.

L’altra ambulanza in dotazione al presidio ospedaliero di via Palazzi è rimasta ferma, nel parcheggio attiguo il Pronto soccorso per l’impossibilità di ricorrere agli altri sei autisti in organico.

La reperibilità è bandita dai vertici dell’Asp retta da Paolo Salvatore Cantaro. Con questa motivazione è toccato ai genitori del piccolo paziente di 4 anni occuparsi del trasferimento urgente verso un ospedale del capoluogo etneo.

L’autovettura ha lasciato il parcheggio dell’ospedale Vittorio Emanuele di via Palazzi poco dopo le 22, diretta verso il più qualificato ospedale catanese. La vicenda rischia di fare luce sulle lacune dell’Asp territoriale, incapace di garantire servizi alla cittadinanza che non sempre può ottemperare alla carenze di uomini e mezzi.

Solo 24 ore prima la pensionata Angela Catalano di 76 anni è deceduta durante il trasferimento in ospedale, avvenuto con un’ambulanza della postazione 118 di Butera perché le due impiegate in città erano occupate in altre situazioni di emergenza. Le sigle sindacali di categoria lamentano preoccupanti carenze negli ospedali dell’Asp cl2, a sud della provincia nissenna.

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