Fucile in un casolare di campagna, condannati due pastori: cade aggravante mafiosa

 
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I carabinieri arrivati nel casolare

Gela. I carabinieri arrivarono in un casolare rurale di contrada Piana del Signore. Venne trovato un fucile, nascosto sotto uno dei letti. Il collegio penale del tribunale, presieduto dal giudice Miriam D’Amore, ha condannato due pastori, il romeno Mariu Aurelian Baudiu e il marocchino Youssef Aroru. Un anno di reclusione, con pena sospesa e non menzione. Nei confronti dei due è caduta l’aggravante mafiosa, contestata dai pm della Dda di Caltanissetta, che ne chiedevano la condanna a un anno e cinque mesi di reclusione. Ai due imputati, difesi dagli avvocati Laura Caci e Luisa Campisi, gli investigatori arrivarono in un’indagine concentrata soprattutto su Giuseppe Alessandro Antonuccio. Si ritenne che il casolare fosse riferibile alla sua attività e che i due pastori fossero alle sue dipendenze. Successivamente, armi e munizioni vennero ritrovate anche nell’abitazione di Antonuccio (nei suoi confronti è caduta l’aggravante mafiosa).

Le difese hanno sempre escluso che l’arma ritrovata nel casolare potesse appartenere agli imputati, che pare si trovassero solo da poco tempo in quell’immobile. Il collegio penale ha disposto la condanna, ma senza riconoscere l’aggravante di aver favorito le famiglie di mafia. Secondo i pm della Dda nissena, il fucile sarebbe potuto servire per l’azione di gruppi legati alla criminalità organizzata.

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