Gela avrà il museo del Mare, stanziati quasi 7 milioni di euro

 
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Gela. I recenti scavi archeologici effettuati in città sono stati oggetto di due diverse pubblicazioni. La presentazione dei volumi è stata occasione per l’assessore regionale ai Beni culturali, Mariarita Sgarlata, per ufficializzare l’avvio dei lavori di realizzazione del museo del mare e, soprattutto, l’avvio da parte dell’università di Messina di scavi sull’Acropoli che con una concessione triennale saranno curati dalla docente Katia Ingoglia.

Il prossimo mese Palazzo Ducale dovrebbe cominciare a ospitare, provvisoriamente, la nave greca arcaica.

“Con un finanziamento di quasi sette milioni di euro sarà assicurato il completamento del parco archeologico e la realizzazione del museo del mare – assicura Mariarita Sgarlata, assessore regionale Beni culturali – Il progetto sarà ultimato tra due anni. Il termine ultimo è fissato a dicembre 2015. L’assessore regionale è intervenuta ieri sera alla conferenza di presentazione dei due libri di Tommaso Ismaelli e Claudia Lambrugo, che narrano i risultati dell’attività di scavo effettuata in città.

Il primo volume, “Archeologia del culto a Gela, Il santuario del Predio Sola” di Ismaelli, ha permesso di scoprire che nel sesto secolo Gela era alla base di un’attività importante di commercio di vasi utilizzati in prevalenza nelle tombe, come contenitori di essenze profumate. L’altro, “Profumi di argilla. Tombe con unguentari corinzi nella necropoli arcaica di Gela”, di Claudia Lambrugo, rivela l’esistenza di un’area sacra con rinvenimenti di statuette e vasi nell’area compresa tra il municipio e il lungomare.

“Le ricerche e le indagini a Gela devono andare avanti – sottolinea l’assessore Sgarlata – ma le attività devono essere pubblicate. Bisogna cambiare atteggiamento, dove spesso un direttore dei lavori blocca la pubblicazione degli scavi senza motivarne il diniego. C’è una folta schiera di studenti e laureati che non ha potuto accedere a questi rinvenimenti.

Dobbiamo garantire a queste generazioni l’accesso ai magazzini dei musei e attenuare questa consuetudine che non ha nessuna concretezza con la prelazione dei direttori degli scavi. Interverrò presentando un atto di indirizzo. Molti reperti rinvenuti a Gela sono esposti a Siracusa – conclude l’assessore regionale – La valorizzazione degli stessi parte anche dalla pubblicazione degli scavi. Continuare a scavare senza pubblicare rischia di portare degrado ai reperti rinvenuti”.

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