“Ha svolto mansioni superiori”, ad una dipendente comunale riconosciuto diritto alle retribuzioni

 
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Gela. Ha il diritto ad avere le differenze retributive maturate, in sei anni, a seguito di mansioni superiori svolte per conto del Comune. Il giudice della sezione civile del tribunale, Giulia Polizzi, ha accolto l’azione avanzata da una dipendente comunale, che prestò servizio nel settore tributi di Palazzo di Città. Il legale che la rappresenta, l’avvocato Rocco Cutini, ha sottolineato nel corso del procedimento che la dipendente, inquadrata nella categoria B, in realtà svolse quasi sempre funzioni di “istruttore amministrativo”, figura rientrante nella fascia C, con la posizione retributiva C1, comunque superiore a quella riconosciuta al momento della sua collocazione negli uffici. Producendo documentazione e dati pratici rispetto al concreto operato della dipendente, il legale ha ottenuto una decisione favorevole, che però esclude la possibilità di una variazione nell’inquadramento, con il passaggio alla fascia C. Nella quantificazione di ciò che dovrà versare il Comune alla dipendente, sono stati esclusi i diritti maturati nel periodo ricompreso tra il 2006 e il 2012, per la “riscontrata prescrizione”. Sono stati riconosciuti gli interessi legali.

In termini conclusivi deve ritenersi provato che a partire dall’assunzione (22.05.2006) ha effettivamente espletato, con prevalenza e continuità, mansioni riconducibili alla superiore categoria C”, scrive il giudice nella sentenza. Il legale ha portato a testimoniare funzionari e l’allora dirigente del settore tributi, proprio per avvalorare la tesi avanzata. Il Comune, nel procedimento, è stato invece rappresentato dall’avvocato Concetta Currao.

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