Idrogeno in aree industriali dismesse, Regione sceglie sei progetti: prevale la zona etnea

 
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Palermo. Tra i tanti progetti per il rilancio economico del territorio locale, a partire dalla riconversione industriale, a più riprese si sono sviluppati potenziali interessi sulla filiera dell’idrogeno. L’amministrazione comunale, come capofila dell’area di crisi complessa, ad un certo punto avanzò la propria candidatura per avere in città il centro nazionale di alta tecnologia per l’idrogeno. Il governo regionale, allora guidato dall’attuale ministro Musumeci, trasmise a Roma le proposte, compresa quella per il territorio. Non se ne seppe più nulla. Eni ed Enel, invece, lo scorso anno hanno ufficializzato un accordo per la produzione di idrogeno verde, nel sito locale. A Palermo, invece, gli uffici regionali hanno appena reso nota la graduatoria dei progetti ammessi e destinati alla produzione di idrogeno nelle aree industriali dismesse. Attraverso il Pnrr sono previsti fondi per un totale di quaranta milioni di euro. Anche su questo versante i ritardi non sono mancati. La Sicilia è l’ultima Regione ad avere completato la procedura di selezione. Le altre invece hanno già concluso. E’ stata costituita una commissione per valutare i progetti. In base al provvedimento rilasciato dal dipartimento dell’energia, sono sei i progetti ammessi. Al momento, solo per quattro è previsto un contributo. La parte più consistente degli stanziamenti andrà ad “Hydrogen From Renewables” della Etna Hitech, per un totale di 20 milioni di euro. Poco più di 10 milioni sono previsti per “H2 farm” della società agricola catanese Agrobiofert. Un contributo da sette milioni e mezzo di euro è riconosciuto alla ligure Duferco energia spa per “Hydrogen Valley” nel sito messinese di Giammoro. Due milioni di euro sono previsti per “H2-Sr” della società siracusana Res Integra.

Tra i progetti ammessi, anche se in assenza di “contributo concedibile”, anche quelli della Magicmotorsport di Partinico e della Sicil tecno plus di Belpasso. Nel provvedimento della Regione non sono riportati i particolari degli investimenti, che comunque sembrano concentrati in aree industriali etnee e messinesi. La graduatoria rimane non definitiva perché “è da ritenersi condizionata, in quanto è necessario attendere la decisione della Commissione Ue di autorizzazione della misura statale per valutazioni di merito potenzialmente aggiuntive”. Sarà trasmessa al Ministero dell’ambiente.

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