Il latitante nel suo appartamento, un giovane accusato di favoreggiamento: la fuga dopo la sparatoria

 
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Immagine di repertorio

Gela. Deve rispondere di favoreggiamento personale. I magistrati della procura lo accusano di aver coperto la breve latitanza del ventiseienne Mirko Russello. L’appartamento scoperto dai poliziotti. Così, Salvatore Marino è finito a processo davanti al giudice Silvia Passanisi. Il giovane venne arrestato dagli agenti di polizia del commissariato nel giugno di due anni fa. In base alla ricostruzione, Russello avrebbe utilizzato il suo appartamento di contrada Marchitello per nascondersi dopo la sparatoria di Settefarine. Proprio Mirko Russello avrebbe più volte fatto fuoco, in sella ad una moto, verso un rivale. Uno dei proiettili colpì di striscio anche un imbianchino che stava lavorando in quella stessa zona. Da lì, avrebbe cercato di far perdere le proprie tracce. I poliziotti, però, lo scoprirono, arrestandolo, nel sottotetto di un appartamento popolare di via Castore, nella disponibilità di Salvatore Marino. Il giovane, difeso dall’avvocato Francesco Enia, ritornò in libertà a distanza di poche settimane dal fermo. La sua posizione processuale venne subito separata da quella di Russello. Non è da escludere, comunque, che proprio la difesa possa optare per il giudizio abbreviato che, nel caso di un’eventuale condanna, consentirebbe di ottenere un verdetto più lieve. Una decisione in tal senso verrà formalizzata alla prossima udienza fissata per il 23 febbraio.

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