Il tribunale toglie tre figli ad una coppia che viveva in una casa senza acqua e luce

 
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Gela. Storie di degrado familiare e povertà. Storie di figli tolti ai genitori che non riescono neanche a garantire un minimo di sostentamento e ai limiti della sopravvivenza.

L’ultimo caso si è verificato nella prima mattinata di ieri. I servizi sociali del Comune hanno dato seguito ad un decreto del Tribunale dei Minori. L’ordinanza prevedeva l’allontanamento di tre figli dei quattro figli di un nucleo familiare che vive in condizioni di estremo disagio. Il decreto è stato però attuato in maniera parziale. Solo una bambina, la più piccola, è stata accompagnata in una casa famiglia. Gli altri due fratelli più grandi, di 11 e 14 anni, non sono stati trovati in casa all’arrivo degli assistenti sociali.
Tutto è partito dalla segnalazione della nonna materna al Comune. La famiglia in questione vive uno stato di grave indigenza. Da mesi i genitori ed i quattro figli (il più piccolo ha pochi anni di vita) sono senza luce e per un breve periodo sono stati senza acqua. La ragazzina presente vive da ieri in un centro adeguato per casi del genere.
Il caso è stato seguito da oltre un anno.

Le assistenti sociali hanno cercato di aiutare la famiglia anche se è stato difficile mantenere i bambini all’interno del proprio nucleo familiare in un contesto socio ambientale non adeguato. Il percorso del Comune non è stato semplice. Lo scorso anno il padre dei ragazzini aveva protestato in maniera feroce contro una assistente sociale, arrivando al punto di spezzarle quasi un braccio. Per quell’episodio è stato denunciato e rischia di subire un processo per minacce e lesioni.
Gli assistenti sociali avevano già avvertito che per loro era iniziata la procedura di controlli in casa per valutare lo stato di vivibilità ma nessuno rispondeva alle loro visite. La ragazzina è stata allontanata su consiglio degli addetti, con l’appoggio e la compagnia della nonna. Più volte erano intervenute le forze dell’ordine per sollecitare la famiglia ad adempiere all’obbligo scolastico per i figli, ma di fatto non è cambiato niente, fino a ieri. Madre e padre sono disoccupati e vivono di stenti. C’è chi giura di aver incontrato i minorenni per strada durante le ore notturne. In mattinata il provvedimento del tribunale è stato eseguito parzialmente.

La madre non ha accettato la decisione ed ha aggredito verbalmente gli assistenti sociali accorsi sul posto, tentando più volte di avvicinarsi alla figlia. Sono 56 i minori ricoverati in centri d’accoglienza ma i casi di degrado sono purtroppo molti di più. Spesso rimangono segreti perchè non ci sono segnalazioni.

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