L’accordo Eni al parlamento europeo: “Dopo l’interrogazione nessuna risposta”

 
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Gela. “Ancora nessuna risposta dalla Commissione europea”. A distanza di due mesi dalla presentazione di una dettagliata interrogazione sul caso del protocollo firmato al ministero dello sviluppo economico relativo ai prossimi investimenti Eni in città, tutto tace anche a livello continentale.

Dubbi sul protocollo. L’interrogazione venne presentata dal deputato europeo del Movimento 5 stelle Ignazio Corrao. Secondo l’esponente grillino, infatti, il protocollo generale d’intesa conterrebbe una serie di deroghe in netto contrasto con la normativa europea. “Il protocollo – si legge nel testo – presenta diversi profili di illegittimità in quanto, ad esempio, impegna l’assemblea regionale siciliana, unico organo legislativo, a non modificare la normativa vigente in materia di royalties e a garantire alle società petrolifere un contesto normativo stabile. Il protocollo è tutto orientato a semplificare la vita delle aziende petrolifere, concedendo deroghe e allentamenti normativi e amministrativi pensati per tutelare l’ambiente, la salute dei cittadini e l’adeguato utilizzo delle risorse finanziarie pubbliche”.

Ancora nessuna risposta. Dallo staff parlamentare dell’eurodeputato fanno sapere che nessuna risposta scritta è stata ancora assicurata dagli uffici della stessa commissione. I dubbi principali di Corrao, inoltre, si concentravano proprio sulla possibilità per uno stato membro, in questo caso l’Italia, di “chiedere l’esenzione dal rispetto della normativa europea”. Intanto, tra circa un mese, si dovrebbe tenere il primo incontro a livello ministeriale per fare il punto della situazione sull’iter delle autorizzazioni necessarie a coprire i progetti presentati dai manager Eni in vista non solo della riconversione a green refinery della fabbrica di contrada Piana del Signore ma anche delle nuove operazioni d’estrazione e ricerca in mare.

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