L’incendio di un bar e l’esplosione in via Venezia, non c’è la prescrizione: accuse anche all’ex gestore

 
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Gela. Non c’è la prescrizione. Così, prosegue il dibattimento avviato nei confronti di tre imputati, tutti accusati di essere dietro all’incendio che devastò un bar in via Venezia, causando

una potente deflagrazione, con danni all’intero stabile.

Il presunto tentativo di frodare l’assicurazione. Le accuse vengono mosse nei confronti di Crocifisso Di Gennaro, Nicola Liardo e Crocifissa Liardo. In base alla ricostruzione degli inquirenti, l’incendio sarebbe stato appositamente appiccato, nel tentativo di frodare la compagnia assicurativa, conseguendo l’eventuale premio spettante agli allora gestori del locale. Davanti al giudice Miriam D’Amore, che ha escluso la sussistenza di un’eventuale prescrizione delle accuse, i difensori valuteranno l’opportunità di dare il consenso alla rinnovazione degli atti. Gli imputati, che hanno sempre escluso di essere dietro al rogo, sono difesi dagli avvocati Giacomo Ventura, Flavio Sinatra e Raffaella Nastasi. I proprietari dello stabile danneggiato, invece, sono parti civili con gli avvocati Tommaso Vespo e Giuseppe Cascino.

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