L’omicidio di Rosaria Palmieri, a settembre le richieste dell’accusa all’ex marito Vincenzo Scudera

 
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Gela. Le richieste della procura generale nei confronti del cinquantottenne Vincenzo Scudera verranno formalizzate a settembre. L’uomo, già in primo grado, è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’ex moglie, la giovanissima Rosaria Palmieri.


Le richieste del pg. I resti della ventiduenne non vennero mai ritrovati. Il suo difensore di fiducia, l’avvocato Flavio Sinatra, ha impugnato quel verdetto davanti ai giudici della Corte d’Assise d’appello di Caltanisetta, riuscendo anche ad ottenere la riapertura dell’istruttoria dibattimentale, che ha portato in aula due testimoni. Durante l’udienza tenutasi oggi, i giudici nisseni di secondo grado, alla fine, hanno deciso per il rinvio che consentirà alle parti di discutere, a cominciare proprio dalle conclusioni che verranno esposte dalla procura generale. Il caso, finito nel dimenticatoio per circa trent’anni, venne fatto passare, almeno dall’imputato, come una sorta di fuga volontaria della moglie. Le indagini furono riaperte dai carabinieri del reparto territoriale dopo la segnalazione arrivata dal figlio, oramai residente nelle Marche, che si accorse dell’assenza di qualsiasi denuncia formale sulla sparizione della madre. Per coprire il presunto omicidio, Scudera avrebbe fatto credere a tutti i familiari di aver presentato denuncia di scomparsa.  Anche l’imputato  si è poi trasferito nelle Marche.  Un omicidio, in base alle accuse, deciso da Scudera per liberarsi della consorte, dopo aver intrecciato una nuova relazione con la cugina della donna. L’imputato, però, ha sempre negato le acucse di omicidio. Nel procedimento, sono parti civili i familiari di Rosaria Palmieri.

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