La truffa delle polizze “scoperte”, un assicuratore si difende in aula: “I soldi presi da una nostra subagente”

 
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Gela. Ha respinto tutte le accuse, ribadendo la correttezza del suo operato. L’assicuratore Marco Giarratano, davanti al giudice Tiziana Landoni, è chiamato a rispondere di truffa.


Le polizze non coperte. Al centro della vicenda, c’è una serie di polizze assicurative, praticamente “vuote”, che venivano rilasciate ai clienti dell’agenzia locale della Milano Assicurazioni, società chiamata in giudizio come responsabile civile. “Durante il secondo semestre – ha spiegato – ci accorgemmo che iniziavano ad emergere anomalie nell’operato di Rosy Cocchiara, una nostra subagente per Gela. Le polizze venivano rilasciate ma i pagamenti non risultavano. Era lei che prendeva i soldi senza metterli all’incasso. Così, mancava la copertura assicurativa dei clienti”. La stessa Cocchiara, a marzo, è stata condannata ad un anno di reclusione proprio per questa vicenda. L’ammanco si sarebbe aggirato intorno ai trentamila euro. “Insieme ai responsabili dell’agenzia di Caltanissetta – ha continuato – abbiamo incontrato un’unica volta la signora Cocchiara che si impegnò a coprire gli ammanchi. Poi, non l’abbiamo più vista”. Proprio Giarratano, come ribadito in aula anche dal suo legale di fiducia, l’avvocato Giuseppe Iannello, è stato l’unico, tra i responsabili dell’agenzia principale, ad ottenere l’archiviazione del procedimento disciplinare avviato dai vertici della compagnia assicurativa, che inviarono in città anche due ispettori. Parti civili in dibattimento sono diversi ex clienti dell’agenzia locale, costituiti con gli avvocati Carmelo Tuccio, Giovanna Cassarà, Giuseppe Cascino, Francesco Salsetta, Francesco Cottone e Giuseppe Ferrara.

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