Le aziende dell’indotto nei cantieri all’estero, arriva il sì di Eni: aperta la vendor list ai gruppi locali

 
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Gela. Arriva il sì di massima all’apertura dei cantieri esteri di Eni alle aziende dell’indotto locale. Il confronto in prefettura. Una posizione espressa dai manager della multinazionale nel corso di un vertice tenutosi tra i tavoli della prefettura di Caltanissetta. In sostanza, il gruppo Eni appare favorevole ad inserire nella propria vendor list estera proprio le aziende impegnate nell’indotto della fabbrica di contrada Piana del Signore, attualmente colpite dal fermo dei lavori. L’impegno è stato assunto davanti ai confederali di Cgil, Cisl e Uil e ai rappresentanti di Legacoop e Confindustria. Proprio i segretari confederali Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania, da settimane, premono sul tasto dei cantieri all’estero. L’impiego di operai, già inseriti in lista di disponibilità perché fuori dal ciclo produttivo, consentirebbe maggiori spiragli davanti ad una crisi che colpisce non solo i lavoratori, fermi da mesi, ma anche le aziende. Non a caso, i rappresentati di Legacoop Giovanni Salsetta e Leonardo Li Causi, in più occasioni, hanno chiesto di coinvolgere le società dell’indotto Eni nei lavori all’estero del gruppo.

Parametri precisi per accedere agli appalti esteri. Il via libera alle aziende locali, però, avverrà in base a precisi parametri. I gruppi coinvolti dovranno dimostrare di rispondere a criteri non solo lavorativi ma anche di solidità finanziaria: l’assegnazione di appalti all’estero, inoltre, dovrebbe avvenire in relazione alla specializzazione delle aziende e dei propri dipendenti. I sindacati, in ogni caso, sono satti molto chiari. “E’ solo un sistema che può contribuire a rendere meno difficile questo periodo di transizione ma che non può sostituire il riavvio dei cantieri nella fabbria di contrada Piana del Signore e il rispetto del protocollo firmato a novembre”.

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