L’inchiesta sulla Rsa Caposoprano, c’è l’udienza preliminare: escono dall’indagine Arancio e Speziale

 
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Gela. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata lo scorso aprile dai pm della procura, è stata fissata l’udienza preliminare nei confronti degli imputati coinvolti nell’inchiesta sulla Rsa Caposoprano. Le contestazioni mosse dagli inquirenti sono tutte legate al sistema di accreditamento della struttura sanitaria ma anche alle procedure per il rilascio della concessione edilizia e a quelle di cambio della destinazione d’uso dell’ex hotel Caposoprano, immobile che oggi ospita le attività della Residenza sanitaria assistita. Per i pm della procura, ci sarebbero state una serie di presunte irregolarità. Gli imputati dovranno presentarsi dal gup il prossimo novembre (gli avvisi sono stati notificati ai difensori). Udienza preliminare che non interesserà tre indagati. Le loro posizioni sono state stralciate ed escono dal procedimento. Si tratta dell’attuale deputato regionale del Pd Giuseppe Arancio, dell’ex parlamentare all’Ars dello stesso partito Lillo Speziale e del funzionario regionale Salvatore Sammartano.

Non ci sarebbero elementi d’accusa a loro carico. Nell’inchiesta sono stati coinvolti funzionari e dirigenti comunali. Ci sono anche l’allora sindaco Angelo Fasulo, l’ex presidente del consiglio comunale Giuseppe Fava, l’ex assessore comunale Giuseppe D’Aleo, l’ex direttore generale del municipio Renato Mauro, l’attuale consigliere comunale Sandra Bennici, Raffaella Galanti, Rocco Ficicchia, Antonio Bonura, Marco Bruno, Ignazio Tozzo, Fabrizio Geraci, Maria Cannarozzo, Vito Scalogna, Lorenzo Maniaci, Giuseppe Sgroi, Michele Burgio, Carmelo Di Bartolo, Donato Fidone, Giovanni Costa, Isidoro Bracchitta, Maurizio D’Arpa, Antonino Brignone, Sebastiano Macchiarella, Gaetano La Bella, Luigia Drogo, Calogero Buttiglieri, Salvatore Lombardo, Vincenzo Verdina, Vittorio Virgilio, Aldo Fulco, Maurizio Tranchina, Marco Bruno. L’inchiesta coordinata dai magistrati della procura è stata condotta dai poliziotti del commissariato e dai militari della guardia di finanza. Tra le accuse mosse, concussione, corruzione, istigazione alla corruzione, falso ideologico, omissione di atti d’ufficio, omessa denunzia di reato e truffa.

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