Museo Lombroso: l’orribile e razzista esposizione dei crani dei meridionali uccisi

 
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Le squallide teche del vergognoso museo che porta il nome del carnefice Lombroso ancora aperto a Torino.

Gela. Le due posizioni che si formarono dopo l’unificazione del regno d’Italia furono, da una parte, l’esercito e il popolo semplice, fedele ai principi imposti dai loro antenati, e dall’altra i galantuomini.

Tutta la borghesia legata agli interessi personali, all’accaparramento della ricchezza e all’egoismo, si accorsero in ritardo che i nuovi padroni gli esclusero definitivamente dai centri di potere e loro per non dimenticare le  prodezze, si costruirono il museo Lombroso: Questo museo con i crani dei meridionali è esposto al ludibrio dei piemontesi, ancora oggi aperto e la materia di quel criminale, viene  insegnata nelle università, per dimostrare le grandi capacità dell’antropologo torinese, che misurava il cranio dei meridionali con un compasso di ferro rudimentale per farli condannare alla fucilazione dai vari Cialdini, perché briganti.

Una vergogna nazionale che nemmeno il siciliano, presidente Mattarella, condanna. Questa categoria di galantuomini meridionali, venivano tenuti lontano dal potere decisionale, dalla vita pubblica ed economica a tutto vantaggio della borghesia settentrionale  che creerà la grande industria del nord, imponendo al meridione, la più vorace fiscalità mai realizzata in uno stato borghese. I galantuomini, i camorristi, venivano manovrati da Liborio Romano, e quelli che operavano in Sicilia da Francesco Crispi.

Il governo di Torino, si trovò in grave difficoltà nel cercare di sistemare tutti gli sbandati del governo borbonico, 95.000 tra soldati e ufficiali, prigionieri di guerra, abitanti di interi paesi ritenuti briganti e deportati. Nelle prigioni non c’erano posti e le malattie, la malnutrizione, uccidevano inesorabilmente, perciò si cercò la soluzione finale.

Nel 1862, con il governo presieduto da Urbano Rattazzi, uomo della destra storica, e amico di Alessandro Manzoni,  chiesero al governo Portoghese la concessione di un’isola disabitata dell’oceano atlantico per sbarazzarsi in un’unica soluzione di tutti i prigionieri meridionali.

Il tentativo diplomatico, fallì come asserisce in una sua nota in francese il ministro degli esteri Durando, del 17 settembre 1862.

Nel 1863, il presidente Marco Minghetti, liberale di destra, approva in parlamento la famosa legge Pica, presentata dal deputato abruzzese Pica. per uccidere tutti quelli che si opponevano al regime dei  Savoia.

Nel 1868 il governo italiano, presieduto da Luigi Federico Menabrea, della sinistra storica, si rivolge alla repubblica Argentina e invita il ministro plenipotenziario Della Croce di sondare a Buenos Aires  per la soluzione del problema italiano, la risposta negativa, non tardò ad arrivare, giustificata da motivi politici di territorialità.

Alla popolazione meridionale, rimanevano solo tre soluzioni: rassegnarsi alla miseria, continuare nella ribellione, emigrare.

Prima del 1860, l’emigrazione non era conosciuta nel Regno delle due Sicilie, quella transatlantica era conosciuta dai Liguri, Comaschi e Bergamaschi.

Dopo il 1860 i meridionali si riversarono in Canada e nelle Americhe del nord. Non esistono molti dati statistici, ma le tabelle Nitti sono abbastanza                     esaustive:1861:3.525; 1862:4.287; 1863:5.070; 1864:4879; 1865:9.742; 1866:8.790; 1867;18.447; 1868:18.120; 1869:23.326; 1870:15.473, alla fine del secolo più del 24% avevano lasciato la propria terra, senza considerare l’inizio del secolo con le emigrazione nel nord Italia, e mentre il sud emigrava il nord ingrassava.

  1. l’Italia che ci vieta di parlare di queste cose o si rifiuta di esserne a conoscenza.

W anche i meridionali che da oltre 150 anni sopportano queste cose e oggi sono in ritardo per parlarne. Ma il re macellaio Vittorio Emanuele II, per le sue origine, definito galantuomo e padre della Patria, non poteva assolutamente comportarsi in maniera diversa per le sue origine plebee. Nasce la notte fra il 13 e 14  marzo del 1820 con un parto difficilissimo.

La camera della puerpera era un via vai di frati cappuccini che annunciavano la morte della principessa. Il giorno del battesimo, il piccolo Vittorio Emanuele, Maria Alberto, Eugenio Ferdinando, Tommaso il figlio di Carlo Alberto che invece era il figlio del macellaio Tanaca, fu regolarmente battezzato come figlio del re.

Massimo D’Azeglio aveva sostenuto che il vero figlio del re era morto in un incendio a Firenze e per non rimanere senza eredi, fece sostituire il figlio morto con un bambino figlio del macellaio Tanaca.

Molti dubbi sono stati messi in evidenza dagli storici prezzolati, come si spiega che la governante del bambino si ustiona e muore durante l’incendio e il bambino rimane completamente illeso? Comunque i caratteri somatici del bambino sono completamenti diversi da quelli dei genitori veri e non hanno niente a che vedere con i caratteri somatici di Carlo Alberto o di Maria Teresa.

 Si dice che Vittorio Emanuele II avesse la faccia del  beccaio e i suoi modi (sia in pubblico che in privato ) non fossero in contraddizione con l’espressione del suo viso:

Piacevano al sovrano le donne in carne e le cameriere in particolare,  si racconta una lite all’uscita dalla casa dell’amante, che costò l’uccisione di una persona, la sua amante preferita fu “la bella Rosina” popolana in carne con  cui visse  più di venti anni e la portava con se anche in battaglia. Odiava i democratici, perché gli creavano tanto fastidio, anche se ormai erano ridotti a pochissime unità,

Massimo D’Azeglio allora presidente del consiglio, sosteneva  che lui personalmente ne aveva cacciati tre in un solo giorno, intanto a Genova era scoppiata una rivolta contro i Savoia e 2 soldati sabaudi erano rimasti uccisi.

Il re per calmare la città, mandò il generale Alfonso La Marmora che il 10 aprile 1849 bombardò la città e dopo 3 giorni di bombardamento lasciò 500 morti sul terreno e un debito di 721.232.087, circa 600.000.000 di euro.

Si racconta che nel suo viaggio ufficiale in Francia, si era recato anche perché le donne non portavano le mutande e lo disse all’orecchio della regina  che arrossì scandalizzata.

Tutti i collaboratori scelti dal re e decorati dallo stesso, hanno qualcosa da farsi perdonare e tra questi collaboratori scelti Giuseppe Garibaldi, che dopo la condanna a morte inflittagli dai Genovesi, scappò nelle Americhe e dopo avere stuprato una ragazzina, gli tagliarono il lobo dell’orecchio (dovette farsi crescere i capelli per coprirlo) e si dedicò al traffico di schiavi cinesi e con questo curriculum di assassino e stupratore fu richiamato in Italia per comandare la spedizione dei mille.

Visse con Anita, dopo aver fatto sparire il marito calzolaio Manuel Duarte.

Questi i comandanti del re macellaio che massacrarono il regno delle due Sicilie e ancora oggi dobbiamo rispettare il silenzio imposto da questi uomini senza dignità e onore, che occupano i posti di responsabilità di ogni ordine e grado. in questa Italia “non donna di province ma bordello”.

A proposito di dignità e onore, non possiamo tralasciare il grande statista e storico torinese Camillo Benso Conte di Cavour che affamato di denaro, condusse una politica estera con Napoleone III di Francia, degna del suo nome.

Per convincere il re dei francesi, Napoleone III, a combattere contro gli austriaci, impegnò tutto e tutti anche l’onore della sua famiglia, se di onore si può parlare dal momento in cui i Piemontesi occuparono l’Italia, i principi si sono sovvertiti e i sentimenti nobili letteralmente trascurati. Invitò la bella cugina Virginia Oldoini Rapollini, moglie del conte di Carmagnola e amante di molti Vip, a recarsi in Francia nella sede diplomatica Italiana e cercare di sedurre il re, essendo frequentatrice dei migliori salotti di Francia.

Per gli amici era “Nicchia”, uno splendore di donna che Urbano Rattazzi definiva “la vulva d’oro del risorgimento italiano”, elegante e raffinata, aveva avuto amanti fin dall’età di 11 anni e con Napoleone III, re dei francesi, mise a disposizione la sua camera da letto e come lei stessa asserisce aveva impiegato solo una mezza ora per tessere la tela, era venuto alla una e mezza ed era andato alla due.

Cavour aveva assicurato al padre della contessa di castigliane un posto di sottosegretario a San Pietroburgo e con la cessione di Nizza e della Savoia, voluta da Cavour, continuava  la svendita dell’Italia ai francesi, dopo la cessione della Corsica qualche anno prima, da parte dei Genovesi sempre ai Francesi.

Per questo Cavour che ha messo in gioco l’onore personale (inesistente) e l’amore della patria (sostituito al denaro), diviene grande statista e uomo di governo eccezionale anche per dimostrare l’eredità che i piemontesi hanno lasciato a noi meridionali.

Per fare carriera in questa Italia, si valutano i crimini commessi e più sono cruenti più alto è il grado che si può raggiungere.

Considerando anche l’apporto della mafia nella gestione del potere, installata nei posti di responsabilità più importanti di questa Italia stuprata, il cammino è alleggerito e sicuro.

W, il nostro risorgimento e i suoi sostenitori.   

1 commento

  1. Eccellente rimembranza.
    Cesare Lombroso, appartenne alla (sua) scuola poligenetica, fautori delle razze superdotate.
    Lombroso esalto’ il dottor Mirabella, siciliano, del carcere di Favignana. Questi analizzava i crani di italiani e lasciava perire centinaia di coatti libici, considerandoli non uomini ma scimmie.
    Il Museo Lombroso, rimasto in sordina per qualche decennio, fu giudiziosamente riabilitato dalle giunte di sinistra (Fassino e Cie) per celebrare il 150 imo e il centenario ingiallito della conquista libica, .. e le conseguenze che conosciamo.
    Ci fermiamo qui per oggi.
    Cordiali saluti.

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