Non impose il pizzo agli ex gestori del “Caligola”, assolto Lignite: prescrizione per Zuppardo

 
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Gela. Giorgio Lignite non impose il pizzo agli esercenti che oltre a gestire delle attività di ristorazione in città, per un certo periodo portarono avanti la discoteca “Caligola”. “Il fatto non sussiste”, con questa formula il collegio penale del tribunale, presieduto dal giudice Miriam D’Amore, ha emesso la propria decisione. Il pm della Dda di Caltanissetta, a sua volta, non ha riscontrato elementi a carico dell’imputato, concludendo per l’assoluzione. Il legale di difesa, l’avvocato Flavio Sinatra, ha ricordato che in quel periodo Lignite non aveva alcun ruolo di comando nel gruppo locale di Cosa nostra. A lui si era rivolto uno dei gestori del “Caligola” solo per chiedergli eventuali consigli su come doversi comportare visto che la messa a posto, l’anno precedente pagata a Cosa nostra, poi gliela impose anche la stidda. “Ma Lignite non mi chiese denaro”, disse nel corso dell’istruttoria dibattimentale. Il non doversi procedere, invece, è stato confermato per la posizione di Benedetto Zuppardo.

Difeso dal legale Salvo Macrì, gli veniva contestato un tentativo di estorsione, sempre ai danni degli stessi esercenti. Il tempo trascorso, però, ha fatto venire meno le condizioni per arrivare ad una pronuncia diversa da quella per la prescrizione.

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