“Pd soffocato da Di Cristina”, Siragusa: “Partito di pochi, qualcuno fingeva opposizione a Greco”

 
0
Il segretario del Pd Guido Siragusa

Gela. Lo strappo è stato di quelli che non passano inosservati. L’ex segretario cittadino del Pd Guido Siragusa ha disertato il primo incontro ufficiale indetto dal commissario Giuseppe Arancio. È stato proprio Siragusa a sollevare, prima delle dimissioni, tutte le incognite politiche che ritiene abbiano portato il partito a sbattere contro il muro di una gestione quasi “familistica”. “Non c’ero e non sono stato il solo – spiega – perché non si comprende quale fosse l’intento di questa riunione. Del resto, nessuna delle questioni che ho posto nella lettera delle mie dimissioni è mai stata affrontata. La linea politica continua a dettarla il componente della direzione nazionale Di Cristina, la sua è una presenza asfissiante. Non mi pare sia stata toccata la questione della candidatura a sindaco già promessa a Donegani. Chi porta avanti il partito in città è riuscito a realizzare il capolavoro di allontanare ancora di più quegli esponenti che hanno ottenuto il successo alle primarie con la Schlein. Ormai, il Pd riesce a malapena a riempiere qualche sedia dell’hotel “Sileno” mentre con tutti i dirigenti e gli esponenti che nel tempo se ne sono andati si potrebbero riempiere almeno tre cinema di media grandezza. La politica del Pd in città la decide Di Cristina e non penso che Arancio possa risolvere questa vicenda così come non sono riuscito a risolverla io. C’è una visione personale del partito. La candidatura di Donegani, poi, è ostacolo ad una coalizione di centrosinistra. Quello che avevo da dire a Donegani l’ho detto”. La linea dell’ex segretario non muta. “Non è un partito che vuole rinnovare – continua – si dice che ha le porte aperte ma è solo uno slogan. Ha una visione che guarda al passato, ad una gestione focalizzata solo su due gruppi familiari”.

Siragusa, la cui segreteria ottenne inizialmente l’assenso dello zoccolo duro dem, da mesi è sempre più “alieno” in un contesto che cerca di riprendere una corsa difficile e dovrà trovare appoggi nell’area progressista. “Se c’è un Pd che sceglie il suicidio politico e non si rinnova, se ancora sarà gestito da due o tre persone e non guarderà alle sfide del futuro, cosa ci stiamo a fare? È una questione posta da tanti – prosegue – la segreteria regionale e quella provinciale di fatto hanno dato ragione a chi ha portato a questa situazione. È un partito che non gode di buona salute. Siamo ridotti ai minimi termini. Ha grossi problemi di rappresentanza e anzi dobbiamo ringraziare il consigliere Orlando per l’abnegazione che dimostra. Io faccio la mia battaglia ma se il partito non cambierà, ne prenderemo atto”. Siragusa, infine, esclude che la sua visione fortemente critica sia da legare ad eventuali ripensamenti rispetto al rapporto con l’amministrazione Greco. “Non sono mai stato vicino al sindaco e alla sua amministrazione – conclude – non ho mai parlato con Greco di notte e poi al mattino magari gli facevo opposizione. Ho avuto un comportamento trasparente e lineare. Nel Pd c’è chi faceva finta di essere opposizione e poi di notte andava a chiedere consenso al sindaco. Questi pochi sono gli stessi che hanno distrutto il Pd negli ultimi trent’anni. Nel partito ci sono personaggi che non vogliono dedicarsi al riposo della pensione e invece vanno avanti imperterriti con maldicenze e facendo male al progetto”. Siragusa, come confermato dal passo indietro formalizzato con le dimissioni, ha aperto un fronte di crisi interno che la dirigenza vuole smorzare ma che le ombre le staglia, in attesa di capire quali saranno le strategie del commissario e dei big locali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here