“Riva e Mariani da monito”, Castellana punta sul lavoro: operaio reintegrato

 
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Gela. “Una presa di coscienza verso l’edificazione di un nuovo futuro economico che
metta al primo posto la riconversione industriale ed economica quale punto cardine

di una rinascita, tenendo alto nello stesso tempo il livello di garanzia degli assetti occupazionali esistenti e salvabili. Oggi, per Gela potrebbe essere il giorno di una speranza per riannodare i lacci di un nuovo cammino”.
L’avvocato Francesco Castellana, tra i responsabili dell’associazione Giustizia sociale, fa leva sulla responsabilità di tutti anche davanti al caso Eni e al futuro dei lavoratori di diretto e indotto della fabbrica di contrada Piana del Signore. “Il sindaco al tavolo ministeriale – continua – deve dimostrare tutto l’amore e la comprensione che nutre verso i bisogni reali dei propri cittadini”.
Castellana punta anche sulla vertenza dei quindici operai licenziati, a luglio, dal gruppo Riva e Mariani. Nelle ultime ore, il giudice civile Alessandro Laurino ha disposto il reintegro per uno dei lavoratori tagliati dal gruppo. Proprio Castellana fa parte del pool di legali che assiste i lavoratori. “Ecco i segnali da cogliere – spiega – per riedificare la nostra città”.
Con l’ordinanza appena emessa, il magistrato ha accolto la richiesta formulata dall’avvocato di fiducia dell’operaio, l’avvocato Claudio Cricchio. “Poiché il ricorrente – si legge nel testo dell’ordinanza – è stato erroneamente valutato e lo si è pure discriminato in relazione al punteggio di otto punti spettanti al ponteggiatore (a lui non attributi e attribuiti ad altri lavoratori), deve essere annullato il licenziamento”.
La richiesta era stata contestata dal legale dell’azienda chiamata in giudizio, l’avvocato Francesca Tambasco. Stando ai manager Riva e Mariani, i quindici licenziamenti sarebbero stati decisi nel pieno rispetto delle norme di legge in materia.
“Non valutare – scrive il giudice Laurino nell’ordinanza – il titolo di ponteggiatore acquisito dal lavoratore (che dalla tabella agli atti lo vedrebbe dal penultimo posto al primo) appare quindi come una condotta in violazione dei canoni di correttezza e buona fede che accompagnano l’esecuzione del contratto”.
L’ordinanza, comunque, potrà essere impugnata dall’azienda. Gli altri operai licenziati, inoltre, sono già pronti a rivolgersi ai giudici dopo aver rigettato l’accordo concluso in prefettura tra manager Riva e Mariani e sindacati del settore chimico.

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