Rosario Di Natale, poeta del nuovo millennio

 
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Nella foto: Rosario Di Natale.

Gela. Lo abbiamo conosciuto come atleta di valore, come docente di Scienze Motorie, come scrittore di medicina applicata allo Sport e all’allenamento, come
drammaturgo (vedi l’opera “Gelidi spifferi nell’anima”), ed, infine, come poeta,
figurando in diverse antologie edite dalla Aletti Editore, la casa Editrice n° 1 in Italia
nell’ambito della promozione della Poesia. L’ultimo suo traguardo riguarda ancora la
Poesia, essendosi fregiato del titolo di Poeta del Nuovo Millennio per l’anno 2022.

Si tratta di un Concorso annuale internazionale organizzato dalla Aletti Editore per
scovare e valorizzare 6 poeti tra le tante centinaia di partecipazioni che affollano
questo concorso. Quindici poesie nelle quali si evidenzia il valore di ciascuno di
questi sei poeti messi a confronto. Come negli anni precedenti, al libro è stato dato il
titolo di un vento; alla raccolta del 2022 è stato imposto il titolo di Espero mentre la
silloge che riguarda il prof. Di Natale prende il nome di “La trama del tempo”,
essendo la sua poesia scolpita sull’asse del tempo, tra l’aspirazione all’infinito e la
precarietà del finito. Il libro, uscito appena qualche mese fa, vede la prefazione e la
presentazione di personaggi piuttosto famosi nel panorama letterario italiano.
Citiamo Alessandro Quasimodo (attore- regista, poeta e fine dicitore – figlio del
Nobel Salvatore Quasimodo), Francesco Gazzè, (celebrato poeta e paroliere), il
notissimo Alfredo Rapetti Mogol e lo stesso Giuseppe Aletti, poeta e critico
letterario. Insistentemente invitato a tradurre le sue poesia in georgiano, in arabo
ed infine in inglese, il prof Di Natale ha declinato momentaneamente l’invito, non
ritenendo ancora sufficiente il numero delle poesie già scritte. Nella breve biografia
di presentazione del libro, viene messo in evidenza quanto il prof. Di Natale sia
impegnato anche nella realizzazione di progetti di più ampio respiro: letterari,
cinematografici nonché di saggistica. Senza dimenticare, peraltro, la sua
impressionante, per numero e originalità, attività di aforista. Per gentile
concessione dell’autore, riportiamo una delle quindici poesie.

EDIPO

Altezza del dio e
bassezza della iena,
intelligenza fattasi orgoglio,
della Sfinge risolutore,
di un pietoso monte figlio,
dalla fiera non toccato sul Citerone
e, pari a Mosè e Semiramide,
e anche di Gilgamesh
un po’ dio e un po’ uomo,
la vita in dono avesti.
Del bel Crisippo
inconsapevole vendicatore,
a Pelope giustizia rendesti
nel valico stretto tra Delfi
e Daulide per gelida gloria.
Di verità cacciatore indefesso,
di tanti orrori perno,
di ogni male anfora,
del focolare amico non più
crepitanti fiamme vedi,
della luce di Antigone colmo,
ramingo non per conoscenza vai

ma per dolore che sopra l’umano va.
Un labirinto di alberi fu la tua sorte.

Chi ti accolse?

 

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