Agronomi e ambientalisti si scontrano sulla riduzione delle colture in serra

 
0

Gela. Drastica riduzione delle colture in serra e apertura ad attività agricole più strettamente legate alle biodiversità del territorio. L’obiettivo è quello di preservare la leopoldia gussonei, una pianta a rischio estinzione

che si sviluppa lungo la fascia dunale della zona, ma il dibattito andato in scena ieri mattina ha aperto un fronte di polemica che difficilmente potrà risolversi nell’arco di poche settimane.
Da una parte, l’ordine degli agronomi; dall’altro, associazioni e operatori del progetto Life, finanziato con fondi europei.
Al centro del contendere, come capita ormai da anni, ci sono le serre, soprattutto quelle dislocate tra le contrade Bulala e Mignechi, e i vincoli sic e zps dell’area della riserva Biviere.
“Progetti come questo – spiega l’attuale consigliere dell’ordine provinciale degli agronomi Piero Lo Nigro – dovrebbero aprirsi al territorio. Non bisogna criminalizzare tutti quegli agricoltori che hanno compiuto la scelta di produrre in serra. E’ necessario comparare le esigenze produttive e quelle della tutela della fascia dunale”.
L’associazione Lipu, coordinata da Emilio Giudice, ha sempre premuto per una totale rivisitazione del sistema produttivo agricolo del territorio. Il dito di operatori e volontari è puntato in direzione della presenza selvaggia di serre in aree sottoposte a vincoli di tutela sic e zps, compresa quella della riserva orientata Biviere.
In ogni caso, Giudice non ha mancato di aprire le porte a imprenditori locali che decidessero di optare per nuove forme di produzione. Il progetto Life prevede una sperimentazione, effettuata su circa un ettaro di terreno, non più basata sulla serricoltura.
“Aldilà del semplice progetto Life – dice la ricercatrice e docente universitaria Giovanna Tomaselli – spero proprio che la tutela della leopoldia apra la via a forme di produzione meno invasive. In questa zona, l’abuso protratto dalla serricoltura selvaggia non ha certo agevolato le biodiversità”.
Negli ultimi mesi, il fronte di polemica, inoltre, si è esteso al ruolo di direttore della riserva Biviere assunto, già dal 1999, da Emilio Giudice.
Ruolo contestato proprio dagli esponenti dell’ordine provinciale e regionale degli agronomi: stando alle loro valutazioni, il direttore non risponderebbe ai requisiti fissati dalla legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here