“Sfiduciare Greco è come fargli un favore”, Ascia: “E’ lui che deve portare la soluzione”

 
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Il consigliere di "Rinnova" Alessandra Ascia

Gela. “La sfiducia? Sarebbe come fare un favore al sindaco. Invece, è lui che deve trovare una soluzione, visto ciò che ha causato”. Il consigliere comunale del movimento “Rinnova”, Alessandra Ascia, ieri nel corso della lunga seduta del civico consesso è stata tra i meno convinti rispetto alla procedura attivata dal segretario generale Loredana Patti e che a breve farà giungere in aula le misure correttive. “Aggiustamenti” praticamente obbligati e che i consiglieri, di fatto, non potranno respingere. Le stesse misure correttive, inoltre, non escludono comunque la decadenza del civico consesso. La vicenda dei conti del municipio si sta facendo sempre più intricata ma Ascia non ritiene che la sfiducia possa essere la soluzione. “Sicuramente, io ma anche il consigliere del Movimento cinquestelle Virginia Farruggia e l’indipendente Paola Giudice non firmeremo la mozione – aggiunge – prima il sindaco deve portare la soluzione. Non può cavarsela così facilmente”. Già da tempo, i tre consiglieri d’area progressista hanno posto un confine politico netto, non ritenendo che ci siano le condizioni per condividere una sfiducia con il centrodestra. Ascia, ieri l’ha fatto capire in maniera esplicita, è convinta che la procedura attivata dal dirigente Patti sia “una forzatura”. “Non capisco come si faccia a portare delle misure correttive senza avere atti finanziari approvati – dice ancora – a cosa verranno applicate queste misure? Come si fa a valutare se ci sia un vero squilibrio finanziario dell’ente? Non abbiamo dati o cifre precise. Anche nella segnalazione fatta dal segretario generale si legge che comunque sono in corso verifiche. Quindi, perché effettuare la segnalazione se non ci sono ancora conclusioni dettagliate?”.

Il consigliere di “Rinnova”, con toni veementi, ieri in aula ha sostanzialmente confermato la sua posizione e contestato la scelta del segretario, che ritiene abbia messo davanti al fatto compiuto un’assise civica priva di elementi per poter valutare l’effettiva entità della situazione contabile del municipio. Chiaramente, sullo sfondo, ma non troppo, rimane anche l’eventuale scioglimento del consiglio. “Una sfiducia al sindaco, qualora dovesse arrivare in consiglio comunale – conclude – potremmo valutarla solo dopo che Greco avrà proposto la soluzione a tutte queste vicende. E’ lui che deve dare segnali chiari alla città”. Nonostante sia aumentato il numero di firme apposte alla mozione di sfiducia (con il centrodestra che quasi in blocco ha deciso di sostenerla), non pare plausibile, in questa fase, che i consiglieri progressisti possano arrivare a dare manforte.

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