Spari a Sant’Ippolito, sott’esame l’esito dello stub: si valutano tutte le tracce

 
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Gela. Gli specialisti nell’analisi delle tracce di polvere da sparo stanno lavorando sull’esito dell’esame stub effettuato nei confronti del ventiquattrenne Graziano Romano, attualmente agli arresti domiciliari, e accusato di aver esploso almeno tre colpi di pistola calibro 9,17 ai danni del coetaneo Igland Bodinaku.

Le indagini sugli spari a Sant’Ippolito. Per quei fatti, verificatisi lo scorso luglio nella zona del quartiere Sant’Ippolito, furono i carabinieri ad arrestare Romano che sarebbe stato ripreso dai sistemi di videosorveglianza della zona. Nelle scorse settimane, è stata accolta la richiesta formulata dal suo legale di fiducia, l’avvocato Carmelo Brentino, destinata alla sostituzione della detenzione in carcere con quella ai domiciliari. Allo stato attuale, è l’unico indagato per l’azione messa a segno nei pressi dell’appartamento dello stesso Bodinaku, colpito all’addome e a un gluteo mentre si trovava agli arresti domiciliari. Gli accertamenti portati avanti dagli specialisti sono finalizzati ad individuare tracce di nitrati, normalmente residui proprio della polvere da sparo che si deposita sulle mani o sugli indumenti. A dicembre, invece, sempre i carabinieri del reparto territoriale, arrestarono Igland Bodinaku e il ventinovenne Antonio Radicia, accusati a loro volta di aver organizzato ed eseguito un’azione di fuoco ai danni dell’abitazione di via Ivrea di Graziano Romano. Diversi colpi di pistola vennero sparati. Una presunta intimidazione che anticipò la risposta dello scorso luglio.

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