Spari tra le vie di Settefarine, i due ventenni arrestati lasciano il carcere e vanno ai domiciliari

 
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Gela. Sono stati trasferiti nelle loro abitazioni, senza il monitoraggio del bracciale elettronico.

I due ventenni ai domiciliari. I ventenni Stefano e Massimiliano Trubia hanno lasciato, già negli scorsi giorni, il carcere di Balate. Vennero arrestati a conclusione di una lunga indagine che consentì di ricostruire un presunto duplice tentato omicidio. Fucili e pistole vennero utilizzati, la scorsa estate, lungo le vie del quartiere di Settefarine. I provvedimenti cautelari raggiunsero, oltre ai due ventenni, anche il sessantottenne Rocco Cinardi e Francesco Carfì. I primi colpi vennero esplosi nei pressi del parco della legalità. Massimiliano e Stefano Trubia, invece, avrebbero cercato di vendicarsi tra le vie interne del quartiere utilizzando una pistola. Intanto, i magistrati hanno accolto le richieste formulate dai loro legali di fiducia, gli avvocati Carmelo Tuccio e Nicoletta Cauchi, disponendo il trasferimento ai domiciliari. Per Rocco Cinardi e Francesco Carfì, difesi dagli avvocati Giuseppe Simonetti e Samantha Rinaldo, era già stato disposto il solo obbligo di firma, dopo la revoca degli arresti domiciliari.

Verso la chiusura delle indagini. Adesso, si attende la chiusura delle indagini da parte dei magistrati della procura che stanno analizzando quella che appare una rivalità tra nuclei familiari esplosa nei colpi d’arma da fuoco. 

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