Statuetta ritrovata a Bulala: tecnici museo indagano su origine

 
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Gela. I tecnici in forza al museo archeologico regionale, proprio in queste ore, stanno analizzando un reperto appena ritrovato nella zona di contrada Bulala. Si tratta di una piccola statua votiva, finita all’attenzione degli esperti.

Il ritrovamento è stato segnalato anche agli operatori della capitaneria di porto che hanno avviato le necessarie procedure. La statua, però, sta facendo emergere diversi dubbi, messi in luce nei primi rapporti stilati dai tecnici. Il pezzo, ritrovato lungo un tratto della spiaggia di contrada Bulala, sarebbe certamente originale: ma i quesiti principali si stanno concentrando sull’effettiva provenienza.
Non è da escludere, infatti, che la statuetta possa essere giunta in questa zona da altre aree. Alcuni particolari non avrebbero nessuna attinenza con le consuetudini delle popolazioni che, nel corso dei secoli, si sono stanziate nell’area locale. I profili osservati, così, hanno messo in allarme gli operatori.
Il pericolo, in ogni caso, è quello di un’eventuale origine furtiva. Sono già stati contattati i funzionari della soprintendenza regionale del mare, retta da Sebastiano Tusa. La relazione che sarà stilata nei locali del museo archeologico verrà inoltrata, insieme a diverse immagini del reperto, direttamente agli uffici palermitani. Non viene esclusa nessuna ipotesi: neanche quella del tentativo di coprire un’eventuale provenienza anomala del pezzo.
In ogni caso, i segni di una sua permanenza in mare sembrano evidenti. Questa mattina, proseguiranno gli accertamenti dopo i primi controlli effettuati, ieri pomeriggio, proprio nei locali del museo regionale.
L’incertezza, comunque, sembra prevalere: l’intenzione è quella di escludere qualsiasi tentativo di coprire eventuali provenienze da scavi illegali. Gli approfondimenti, inoltre, spetteranno anche ai funzionari provinciali e a quelli regionali. Così, sono scattati tutti i protocolli di precauzione previsti davanti a simili ritrovamenti.

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